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Volo dell’Aeronautica Militare da Reggio Calabria a Padova per salvare bimbo affetto da insufficienza renale cronica

Una storia di speranza, efficienza istituzionale e straordinaria collaborazione tra enti dello Stato e professionisti della sanità. È quella che ha visto protagonista un bambino di appena quattro anni affetto da insufficienza renale cronica sin dalla nascita, che venerdì 29 maggio è stato trasferito d’urgenza da Reggio Calabria a Padova grazie a un volo sanitario dell’Aeronautica Militare organizzato in poche ore.

Una vera e propria corsa contro il tempo, resa ancora più complessa dal fatto che la giornata del 29 maggio coincideva con uno sciopero nazionale dei trasporti che avrebbe reso estremamente difficile, se non impossibile, garantire in tempi rapidi il trasferimento del piccolo paziente verso il centro specializzato dove era atteso per un delicato intervento di trapianto.

In questo contesto si è rivelato decisivo il ruolo della Prefettura di Reggio Calabria e del prefetto Clara Vaccaro, che si è immediatamente attivata per coordinare le procedure necessarie e consentire il trasferimento urgente del bambino. Un intervento tempestivo che ha permesso di superare gli ostacoli logistici legati alla giornata di mobilitazione nazionale e di assicurare al piccolo la possibilità di raggiungere il Policlinico Universitario di Padova nei tempi richiesti dall’emergenza clinica.

La macchina istituzionale ha funzionato con precisione e rapidità, dimostrando ancora una volta come la collaborazione tra le diverse articolazioni dello Stato possa trasformarsi in uno strumento concreto di tutela della vita e della salute dei cittadini, soprattutto quando in gioco c’è il futuro di un bambino.

Il bimbo era seguito localmente dal professor Roberto Chimens, primario del Reparto di Nefrologia Pediatrica del Policlinico Universitario di Messina, mentre per il percorso di inserimento nella lista trapianti faceva riferimento al Reparto di Nefrologia Pediatrica del Policlinico Universitario di Padova diretto dal professor Enrico Vidal, con il contributo delle dottoresse Valeria Silecchia e Maria Sangermano.

A Padova è quindi entrata in azione l’équipe chirurgica composta dal professor Leon Fascetti, dalla dottoressa Federica De Corti e dalla dottoressa Miriam Duci, sotto la guida della dottoressa Patrizia Dall’Igna, primario della Chirurgia Pediatrica del Policlinico Universitario di Padova.

L’intervento si è concluso con successo e nelle ultime ore è arrivata la notizia che tutti attendevano con il fiato sospeso: il piccolo paziente ha prodotto la sua prima urina dopo il trapianto. Un segnale fondamentale che conferma il corretto funzionamento del nuovo rene e rappresenta il primo, importantissimo passo verso una nuova vita.

Dietro quel risultato c’è il lavoro silenzioso e instancabile di medici, infermieri, personale sanitario, militari dell’Aeronautica, funzionari dello Stato e operatori istituzionali che hanno agito con un unico obiettivo: offrire a un bambino una possibilità di futuro.

La storia del piccolo. è oggi una delle più belle notizie che la Calabria possa raccontare. Una vicenda che parla di professionalità, solidarietà e senso del dovere, ma soprattutto della forza della vita che riesce a vincere anche le sfide più difficili. E in quella prima pipì, arrivata dopo giorni di attesa e apprensione, c’è il simbolo più autentico della speranza che torna a sorridere a una famiglia e a un’intera comunità.

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