“Una nuova paura andò a sommarsi alla precedente. La paura di non arrivare a sapere, il terrore di morire per niente” - Paco Ignacio Taibo II
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L’indignazione dell’AnaaoAssomed per le aggressioni al personale sanitario dell’ospedale di Crotone

“La scrivente O.S. esprime indignazione e viva preoccupazione per l’ennesima aggressione subita dal personale sanitario del Pronto Soccorso nella serata di ieri. Ancora una volta dobbiamo assistere ad episodi di violenza a danno di operatori sanitari nell’adempimento del loro servizio. È inaccettabile che chi lavora in aree critiche, e in condizioni lavorative disagiate debba mettere a repentaglio la propria vita per garantire ai cittadini il diritto all’assistenza sanitaria. Non è pensabile che il medico e/o l’infermiere debbano lavorare in un clima di paura e di insicurezza.

Chiediamo pertanto che:

-Si provveda con tempestività a mettere in sicurezza l’incolumità fisica e psichica di tutto il personale operante nel pronto soccorso e non solo;

-Di potenziare, nei fatti, la protezione degli operatori sanitari dagli i episodi di violenza;

-Che le autorità competenti intervengano a tutela dei medici quali “pubblici ufficiali”.

 

Ricordiamo infine che gli operatori sanitari sono coloro che ogni giorno, con il loro lavoro e tra mille difficoltà, garantiscono l’esistenza di quel servizio sanitario pubblico, unico garante del diritto alla salute costituzionalmente previsto.

Siamo vicini ai colleghi che hanno subito l’aggressione e lo saremo sempre nella difesa dei diritti e della dignità di una professione che ha (ma fino a quando!) un unico obiettivo: la salute dei cittadini”. Lo afferma in una nota Antonio Saragò, Segretario Aziendale AnaaoAssomed e Consigliere Nazionale AnaaoAssomed.

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