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Caporalato, Cgil Calabria: “Servono più ispettori, trasporti e alloggi per spezzare il sistema dello sfruttamento”

Più controlli, più personale ispettivo e un rafforzamento della presenza dello Stato sul territorio: è questa la linea indicata dalla Cgil Calabria per contrastare il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento nel lavoro agricolo.

A ribadirlo è il segretario generale regionale del sindacato, Gianfranco Trotta, che sarà audito domani in Consiglio regionale insieme alle altre organizzazioni sindacali e alle associazioni di categoria per discutere le criticità del settore.

«Le richieste che facciamo sul caporalato sono quelle che facciamo da sempre. Innanzitutto più ispezioni e più ispettori, gli organici sono ridotti all’osso, occorre mettere nelle condizioni la parte istituzionale ispettiva di fare il proprio dovere. Poi serve un maggiore controllo del territorio», ha dichiarato Trotta.

Il sindacalista ha poi descritto la dimensione territoriale del fenomeno, sottolineando come i lavoratori agricoli migrino stagionalmente seguendo i diversi cicli produttivi nelle varie aree del Mezzogiorno.

«Abbiamo denunciato più volte che questi braccianti d’estate vanno nel Metapontino, in autunno sono nella Piana di Sibari, poi si spostano verso Foggia. Poi abbiamo la situazione del campo di San Ferdinando. E’ tutto il territorio che va controllato», ha spiegato.

Tra le proposte avanzate dalla Cgil Calabria figura anche un piano strutturato per la mobilità dei lavoratori, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dai circuiti illegali di trasporto.

«Anche per questo chiediamo un piano trasporti per queste persone così da portarli dal Comune di domicilio al luogo di lavoro, togliendo in questo modo un’arma potente soprattutto ai caporali», ha affermato Trotta.

Accanto alla questione dei trasporti, il sindacato insiste anche sulla necessità di politiche abitative dedicate, in grado di offrire alternative dignitose ai lavoratori stagionali.

«Inoltre servono delle abitazioni da mettere a disposizione, a canone agevolato, per questi lavoratori. Così, da un lato gli viene garantito il trasporto, dall’altro una casa, facendo i dovuti controlli, sottostando a un contratto di lavoro con paghe adeguate», ha aggiunto.

Nel suo intervento Trotta ha infine richiamato la necessità di un maggiore rigore nei confronti di chi alimenta i circuiti dello sfruttamento, invocando anche strumenti di responsabilità legale più incisivi.

«Serve poi costituirsi parte civile sia nei confronti dei caporali sia delle aziende che li utilizzano», ha concluso.

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