L’ANPI Provinciale di Cosenza esprime dolore e indignazione per la strage di Amendolara, un crimine efferato che scuote le coscienze e interroga profondamente la nostra terra.
Quattro braccianti sono stati arsi vivi dopo avere vissuto e lavorato in un sistema segnato da sfruttamento, ricatto e disumanizzazione. Non è solo una tragedia criminale: è il fallimento morale e sociale di un modello che rende invisibili gli ultimi e sacrifica la dignità umana.
Per la nostra Costituzione il lavoro deve essere fondamento di libertà, dignità e giustizia sociale, mai terreno di sfruttamento e paura. La Calabria conosce bene il prezzo pagato dai braccianti nelle lotte per i diritti e la dignità del lavoro agricolo: una memoria fatta di sacrifici, mobilitazioni e conquiste che non può essere dimenticata né tradita.
Proprio per questo preoccupa e amareggia il modo in cui troppo spesso il racconto pubblico e mediatico riduce il caporalato a fatto isolato o semplice cronaca nera, evitando di affrontare i sistemi di potere, le economie illegali e le reti criminali che alimentano lo sfruttamento del lavoro agricolo.
Il caporalato non è un fenomeno neutro né privo di contesto. Serve il coraggio di nominare le mafie e riconoscere il ruolo delle organizzazioni criminali nel controllo dei territori e delle economie illegali.
La lotta contro lo sfruttamento, il caporalato e ogni dominio criminale riguarda dunque la qualità della nostra democrazia e il futuro della Calabria. È una battaglia che chiama in causa istituzioni, società civile e tutte le forze democratiche.
L’adesione dell’ANPI Provinciale di Cosenza alla manifestazione indetta da Cgil Calabria è una scelta di campo coerente con i valori antifascisti, con la memoria delle lotte per l’emancipazione sociale e con l’idea di una Repubblica che non può tollerare sfruttamento, paura e disumanità.
Invitiamo cittadine e cittadini, associazioni democratiche, mondo del lavoro, della scuola e della cultura a essere presenti sabato ad amendolara, nei luoghi in cui si è consumato l’ennesimo orrendo crimine in danno dei diritti umani.
