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Enoturismo Festival, oltre 500 presenze a Rende: territori, imprese e giovani al centro di una nuova visione di sviluppo

Grande partecipazione per l’appuntamento ospitato, nei giorni scorsi, nella Sala De Cardona della BCC Mediocrati di Rende. Scuole, istituzioni, imprese, operatori, associazioni e territori al centro di un confronto che rilancia l’enoturismo come leva concreta di sviluppo, occupazione e valorizzazione delle risorse locali.

Si è concluso con una partecipazione ampia e qualificata Enoturismo Festival, l’iniziativa ideata da Antonio Andreoli, presidente di Lavorare in Calabria, organizzata in collaborazione con Europe Direct Sibaritide, membro della rete della Commissione Europea, e con il patrocinio di BCC Mediocrati. L’evento, ospitato nella Sala De Cardona della BCC Mediocrati di Rende, ha registrato oltre 500 presenze e la partecipazione di più di 40 relatori, confermandosi come un significativo momento di confronto, orientamento e progettazione sul futuro del territorio.

Al centro della giornata il tema “Enoturismo: come creare un ecosistema territoriale integrato per la rinascita della Calabria”, sviluppato attraverso un percorso di dialogo che ha coinvolto scuola, giovani, imprese, operatori del settore, istituzioni, associazioni territoriali e rappresentanti del mondo produttivo. Ne è emersa con chiarezza la dimensione più autentica dell’enoturismo, inteso non soltanto come valorizzazione di una produzione d’eccellenza, ma come espressione di un territorio che, attraverso le proprie vocazioni, riesce a tenere insieme identità, paesaggio, cultura, lavoro e impresa. Una prospettiva di sviluppo che va oltre il prodotto, perché genera relazioni, attiva economie locali e restituisce centralità ai luoghi.

In questa cornice si è discusso anche di tartuficoltura, oleoturismo, valorizzazione del peperoncino, biodiversità e piante officinali, artigianato e tradizioni locali, dieta mediterranea e paesaggio, arte e cultura: un insieme straordinariamente ricco di patrimoni materiali e immateriali che identifica la Calabria nella sua espressione più autentica e distintiva. Risorse diverse ma profondamente connesse che, se inserite in una strategia organica e coerente di valorizzazione territoriale, possono generare sviluppo, accrescere la qualità dell’offerta, ampliare le filiere produttive e aprire spazi concreti di crescita professionale e imprenditoriale. È in questa visione integrata che il territorio può rafforzare la propria capacità attrattiva e trasformare le sue vocazioni in opportunità solide e durature.

La mattinata ha visto protagoniste le scuole, con una partecipazione attiva e attenta di studenti e docenti coinvolti in un percorso di orientamento dedicato alle professioni dell’enoturismo e del turismo. Particolare attenzione è stata riservata al tema della formazione e della specializzazione, indicate come leve decisive per colmare il gap occupazionale e accompagnare la crescita di un settore che richiede competenze sempre più specifiche e profili qualificati. Tra le figure professionali emerse nel corso degli interventi: hospitality manager, consulente per il turismo enogastronomico, addetto alle visite in azienda, product manager per il turismo enogastronomico, curatore di esperienze enogastronomiche, gastro-guide, export manager, oltre ad altri ruoli destinati a diventare sempre più centrali nei processi di valorizzazione territoriale. Dal confronto è emerso con forza come questo comparto possa rappresentare per la Calabria un ambito strategico, capace di aprire opportunità professionali ancora poco esplorate ma ad alto potenziale.

Nel pomeriggio il confronto ha coinvolto operatori del settore e rappresentanti istituzionali, con la partecipazione dei Presidenti dei GAL delle cinque province, di alcune associazioni territoriali, di UNPLI Cosenza, dei Consorzi del vino e rappresentanti del mondo della Chiesa. Il dibattito ha messo in evidenza l’ampiezza delle potenzialità espresse dalla Calabria e dai suoi territori, insieme alla necessità di accompagnarne la crescita con un ulteriore rafforzamento delle competenze, degli strumenti e delle connessioni tra i diversi attori coinvolti. Anche le criticità emerse sono state lette in questa prospettiva: non come elementi di freno, ma come aspetti sui quali intervenire con visione, continuità e capacità di programmazione, per rendere più solido ed efficace il percorso di sviluppo del comparto.

In tale quadro, è emerso con particolare evidenza anche il valore della comunicazione, riconosciuta come leva strategica imprescindibile nei processi di promozione, posizionamento e valorizzazione dei territori. Per la Calabria, questo significa investire in una capacità di racconto più matura, moderna e coerente, in grado di dare forza alla propria identità, accrescere la competitività dei territori e favorire nuove prospettive di crescita. Proprio da qui ha preso ulteriore forza una volontà chiara e condivisa: fare sistema, mettendo in relazione imprese, istituzioni, formazione e territorio in una visione integrata, capace di rispondere alle esigenze delle nuove generazioni e alle richieste di un mercato sempre più orientato verso esperienze autentiche, identità locali e qualità dell’accoglienza.

A dare ulteriore spessore all’iniziativa è stato il contributo dei partner, da FuturoDigitale a Alteredu, da UNPLI Cosenza a Magliocco Day – Oltre il Calice, fino a Mediterranean Export Innovation Hub, realtà che hanno rafforzato il carattere multidisciplinare del Festival, contribuendo ad ampliare lo sguardo sui temi dell’innovazione, della trasformazione digitale, della formazione, della valorizzazione dei borghi e delle comunità locali, della cultura del vino e dell’apertura ai processi di internazionalizzazione.

Nel corso della giornata sono stati inoltre consegnati riconoscimenti a diverse realtà del territorio, dalle aziende vitivinicole alle produzioni legate ai prodotti tipici, espressione di un patrimonio identitario che racconta la ricchezza e la varietà dell’enogastronomia calabrese. Un momento dal forte valore simbolico, che ha restituito con chiarezza l’immagine di un tessuto produttivo in evoluzione, nel quale l’esperienza delle realtà più consolidate si intreccia con l’energia delle realtà più giovani, rendendo sempre più evidente quel ricambio generazionale che oggi sta imprimendo una nuova spinta ai territori. È in questo dialogo tra tradizione e innovazione che si coglie una delle direttrici più significative per lo sviluppo e la crescita della Calabria, chiamata a valorizzare in modo sempre più integrato il proprio patrimonio produttivo, culturale ed enogastronomico.

A chiudere l’Enoturismo Festival è stato Antonio Andreoli, presidente di Lavorare in Calabria e ideatore dell’iniziativa, che ha voluto esprimere un sentito ringraziamento a tutti i protagonisti della giornata. “L’esito di questa giornata conferma quanto sia necessario continuare a investire in una visione condivisa, capace di riconoscere nel territorio non solo un patrimonio da valorizzare, ma una responsabilità collettiva da costruire insieme. La Calabria ha bisogno di rafforzare una cultura del territorio e dell’insieme, che ci aiuti a superare frammentazioni e letture parziali, per dare forma a una programmazione più mirata, a una progettualità più consapevole e a una prospettiva di lungo periodo. Solo così sarà possibile trasformare risorse, competenze e relazioni in un percorso stabile di crescita, sviluppo e futuro per le nuove generazioni”.

È in questa direzione che si inserisce anche il lavoro già avviato per rendere il Festival itinerante, così da focalizzarsi su contesti territoriali specifici e promuovere laboratori dedicati, in grado di trasformare il dibattito in strumenti operativi e traiettorie concrete di sviluppo.

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