Una programmazione interamente costruita attorno alla cultura per valorizzare i territori a partire dai parchi archeologici. Luce sui Parchi – La storia che viene dal mare ha confermato tutto ciò: oltre 30mila presenze dal 24 al 30 agosto, nel cuore della fine estate, hanno trasformato siti, musei, teatri antichi e ville romane in luoghi contemporanei di partecipazione. E due artiste hanno consegnato la sintesi più efficace di questa sfida. Carmen Consoli ci ha ricordato che si può vivere di pane e Divina Commedia; mentre Tosca, invece, ci ha rammentato come valorizzare il proprio territorio significa valorizzare i propri gioielli ed essere gelosi di ciò che ci appartiene.
NON C’ERA MAI STATA UN’ATTENZIONE COSÌ FORTE SULLA LOCRIDE
È da questo risultato che l’assessore regionale al Turismo Giovanni Calabrese traccia il bilancio finale della manifestazione promossa dal Dipartimento Turismo della Regione Calabria, nell’ambito di Calabria Straordinaria e attuata dall’Ente Parchi Marini Regionali della Calabria, con la Fondazione Calabria Film Commission, la direzione artistica dell’Accademia Senocrito, la preziosa collaborazione della Direzione Regionale Musei nazionali Calabria, le Amministrazioni comunali dei territori coinvolti, ed il patrocinio della Città Metropolitana di Reggio Calabria e del Ministero al Turismo. Il primo dato, per Calabrese, è territoriale: difficilmente negli ultimi anni la Locride aveva ricevuto un investimento di attenzione, programmazione e comunicazione di questa portata. Una terra troppo spesso conosciuta all’esterno attraverso altri fenomeni è stata invece proposta per ciò che custodisce: uno dei patrimoni storici, archeologici e culturali più profondi del Mediterraneo.
MIGLIAIA DI VISITATORI A FINE AGOSTO SIGNIFICANO CHE LA DOMANDA C’È
Il secondo risultato è nei numeri. Nei giorni della kermesse in migliaia hanno attraversato i luoghi dei diversi appuntamenti, con grandi partecipazioni agli spettacoli e un flusso continuo anche nei talk, nelle visite e nei percorsi esperienziali. Un dato ancora più significativo perché maturato nell’ultima settimana di agosto, quando tradizionalmente la pressione della stagione balneare comincia a ridursi. È la conferma – aggiunge l’Assessore – che la Calabria può costruire motivazioni di viaggio autonome dal solo mare e intercettare pubblici differenti attraverso una proposta culturale riconoscibile.
LA SCOMMESSA PIÙ RISCHIOSA: PUNTARE TUTTO SULL’ARCHEOLOGIA
C’è poi il terzo elemento, quello che rende l’esperimento senza precedenti nella programmazione regionale recente: scegliere l’archeologia come motore e non come cornice. Non collocare semplicemente grandi artisti in scenari suggestivi, ma fare dei siti stessi la ragione attorno alla quale costruire il programma. Una scelta volutamente ambiziosa su quella che Calabrese considera una delle leve potenzialmente più potenti della destinazione Calabria ma che, fino ad oggi, non è riuscita ad esprimere fino in fondo la propria capacità attrattiva. Il successo della Locride dimostra che quella distanza può cominciare ad essere colmata.
DAL 24 AGOSTO, SEI GIORNATE E SEI LINGUAGGI PER ENTRARE NELLA STORIA
Il percorso era cominciato lunedì 24 agosto a Locri Epizefiri, tra archeologia, Mediterraneo e produzioni identitarie, prima del grande appuntamento con Alessandro Siani all’Arena Epizefiri. Il 26 è stata la volta di Loredana Bertè; il 27, all’Antica Kaulon di Monasterace, Fabio Macagnino con Movimento Terra e l’Orchestra del Conservatorio Cilea di Reggio Calabria ha fatto incontrare suono identitario e uno dei paesaggi archeologici più evocativi della costa ionica. Il 28 Carmen Consoli a Locri, il 29 Sebastiano Somma nel Teatro greco-romano di Portigliola con Il vecchio e il mare di Hemingway; infine Tosca a Casignana. I diversi momenti culturali, presentati da Domenico Gareri, sono stati accompagnati dai talk condotti da Maria Teresa D’Agostino, dalle visite guidate, dalle presentazioni editoriali e dalle esperienze costruite attorno ai territori.
UNA RETE CHE HA FATTO DELLA LOCRIDE UN LABORATORIO REGIONALE
Attorno al progetto si è costruita una rete che ha coinvolto amministrazioni comunali, Musei e Parchi archeologici, GAL Terre Locridee, operatori, produttori e realtà culturali. Il gusto ha accompagnato il percorso come un’altra chiave per leggere il paesaggio, mettendo in relazione produzioni, agricoltura, costa ed entroterra; la direzione artistica dell’Accademia Senocrito, con Saverio Varacalli, ha invece tenuto insieme registri e pubblici differenti dentro un disegno unitario.
CALABRESE: NON È LA FINE, IL FORMAT È PRONTO A CONTINUARE
È per questo che, nelle parole dell’assessore, il 30 agosto non si è chiuso semplicemente un cartellone. Non si conclude un progetto: è – ribadisce – l’inizio di un percorso. Il modello sperimentato nella Locride ha dimostrato di poter funzionare e la prospettiva è quella di continuare, lavorando affinché la stessa capacità di mettere insieme patrimonio, grandi linguaggi contemporanei e fruizione possa raggiungere altri siti archeologici della Calabria. Non replicare meccanicamente un festival, ma esportarne il metodo.
LA STORIA DA OGGETTO DEL RACCONTO A PROTAGONISTA DEL PRESENTE
È questo il primo lascito di Luce sui Parchi. La storia non è stata utilizzata come sfondo scenografico per gli eventi: è tornata protagonista. I mosaici di Casignana, il Teatro di Portigliola, il Drakon di Kaulon e Locri Epizefiri hanno riacquistato centralità dentro una narrazione capace di collegare ciò che siamo stati con ciò che vogliamo diventare. Ed è proprio quando la storia entra nell’identità contemporanea che può smettere di essere soltanto patrimonio conservato e cominciare a generare reputazione, economia e futuro.
IL DG GRECO: PARCHI MARINI DENTRO UNICA OFFERTA INTEGRATA CALABRIA
Il secondo lascito riguarda la visione dell’Ente Parchi Marini Regionali della Calabria, guidato dal Direttore generale Raffaele Greco. Luce sui Parchi ha dimostrato concretamente perché il mare non possa essere raccontato separatamente da ciò che incontra pochi chilometri più dentro: archeologia, borghi, ruralità, produzioni, patrimonio culturale e paesaggio. È la stessa impostazione che attraversa Mare Dentro e il percorso verso un sistema di fruizione turistica sostenibile dei Parchi. Non tanti attrattori che competono fra loro, ma un’unica offerta integrata della Calabria, capace di moltiplicare le ragioni del viaggio e di far durare la destinazione dodici mesi l’anno.
