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Al via la seconda edizione de “Il Settembre di Demetra”: Reggio Calabria tra memoria, identità, arte e rinascita

È stata inaugurata ieri, lunedì 31 agosto, la seconda edizione de Il Settembre di Demetra, il festival promosso dall’Associazione Italiana Parchi Culturali Nazionale ETS (AIParC), che fino al 7 settembre accompagnerà Reggio Calabria in un percorso tra cultura, identità, memoria, arte e rinascita.

L’inaugurazione si è svolta nella Sala Boccioni di Palazzo Alvaro, alla presenza del consigliere comunale Paolo Bilardi, delegato del sindaco Francesco Cannizzaro, del presidente nazionale AIParC Salvatore Timpano e del segretario nazionale AIParC Fortunato Marcianò. La sala, arricchita dalle sculture di Paolo Infortuna, ha ospitato il primo appuntamento di un programma che attraversa archeologia, storia, letteratura, tradizioni popolari, mito, arte e musica.

L’apertura nel segno di Saverio Strati

La prima giornata è stata dedicata a Saverio Strati, con l’incontro “Il dialogo sociale e il canto di Calabria”. Sono intervenuti Franco Cernuto, direttore del Dipartimento Università, Istruzione e Formazione di AIParC Nazionale, e il professor Antonio D’Elia dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

La scelta dello scrittore calabrese si lega anche alla terza edizione del concorso “Calabria Terra Mia”, che quest’anno proporrà agli studenti delle scuole superiori la lettura di Strati, dopo quella di Corrado Alvaro nelle precedenti edizioni. D’Elia farà parte della giuria chiamata a valutare gli elaborati, mentre la premiazione è prevista in primavera.

«Ho voluto fortemente che il primo evento fosse dedicato a Saverio Strati – ha spiegato Timpano – perché la sua storia coincide con le aspettative di questa seconda edizione del Settembre di Demetra. Vogliamo partire dalla memoria e dall’identità per ricavare spunti di rinascita e di rivalutazione della nostra storia e della nostra cultura, che rappresentano un volano per il progresso civile, sociale e culturale della città e del territorio».

Dalle 17, è stata inoltre visitabile la mostra dello scultore Paolo Infortuna. Le opere dei quattro artisti coinvolti nel festival – Elvira Sirio, Paolo Infortuna, Francesco Logoteta e Antonio Sollazzo

accompagneranno anche i prossimi appuntamenti, fino alla mostra collettiva prevista per il Premio Demetra.

Il programma prosegue

Il programma prosegue oggi, 1 settembre, al MArRC, con l’incontro “Popolazioni indigene e coloni greci nel reggino, tra IX e V secolo a.C.”. Ne discuteranno Rossella Agostino e il professor Fabrizio Mollo.

Domani, 2 settembre, il festival si sposterà a Palazzo San Giorgio, dove Salvatore Bottari e Giuseppe Caridi affronteranno il tema dei moti del 1847-1848 tra Messina e la Calabria. Alle 19.30, in Piazza Italia, è prevista una commemorazione con la deposizione di una corona d’alloro alla statua dedicata ai caduti. Dalle 17 sarà visitabile anche la mostra fotografica di Antonio Sollazzo.

Il 3 settembre, al Circolo del Tennis Rocco Polimeni, spazio alle tradizioni popolari con Aperice_Ramedde – Un’altra storia da raccontare: il suono delle zampogne”, con il maestro Sergio Di Giorgio e i Cerameddari. In mostra saranno le opere del pittore Francesco Logoteta.

Il 4 settembre, sulla terrazza del Museo Archeologico, Mariangela Monaca e Auretta Sterrantino parleranno del ruolo del divino nelle tragedie classiche, da Eschilo a Euripide, affrontando il rapporto tra uomo, divinità e destino.

Sabato 5 settembre, a Palazzo Alvaro, sarà invece protagonista il rapporto tra mito e arte contemporanea con “Apologia di Ade. L’arte di sottrarre per rivelare”, a cura del professor Domenico Michele Surace, docente di Storia e Design all’Accademia di Belle Arti. L’appuntamento sarà accompagnato dalla mostra delle opere di Elvira Sirio.

«Il filo conduttore è proprio questo – ha sottolineato Timpano –: ieri Saverio Strati, oggi le popolazioni indigene del reggino, poi i moti del ’47, il suono ancestrale della zampogna, il mito e il ruolo delle divinità nella cultura della Magna Grecia, fino al passaggio dal mito di Demetra e Persefone all’arte contemporanea».

Musica e gran finale con il Premio Demetra

Domenica 6 settembre, ancora al Circolo del Tennis Rocco Polimeni, sarà la musica a chiudere il percorso prima del gran finale, con il concerto lirico del Conservatorio “Francesco Cilea, affidato alla classe di canto della professoressa Serenella Fraschini.

L’appuntamento conclusivo è fissato per lunedì 7 settembre alle 21.30, sempre al Circolo del Tennis Rocco Polimeni, con la IX edizione del Premio Nazionale Demetra “Irene Tripodi” 2026.

La serata vedrà la partecipazione dell’Ensemble dell’Università Mediterranea, l’Inno a Demetra interpretato dall’attrice Teresa Timpano e una mostra collettiva con le opere di Elvira Sirio, Paolo Infortuna, Francesco Logoteta e Antonio Sollazzo. A condurre sarà Eva Giumbo, mentre la cerimoniera sarà Maria Rita Mallamaci.

Otto giorni, dunque, costruiti come un unico itinerario culturale, nel quale ogni appuntamento si collega al successivo.

«Un percorso omogeneo – ha concluso Timpano – che parte dall’identità di Reggio Calabria e guarda al Mediterraneo come spazio di civiltà, incontro e scambio. Nel segno di Demetra, dea del raccolto, della fertilità e del rinnovarsi della vita, il festival affida così alla cultura il compito di collegare memoria, radici e futuro».

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