In merito alle dichiarazioni diffuse dal consigliere comunale Gianni Costa sulla gestione delle fiere cittadine, il Settore Attività Economiche del Comune di Catanzaro ritiene necessario fornire alcune precisazioni, fondate sugli atti amministrativi e sulle procedure adottate.
L’organizzazione delle fiere di San Vitaliano, della Madonna di Porto Salvo e di San Lorenzo è stata condotta nel pieno rispetto del Regolamento comunale per la disciplina dello svolgimento delle attività commerciali sulle aree pubbliche, approvato dal Consiglio comunale con deliberazione n. 71 dell’8 luglio 2025. Il regolamento ha introdotto, per la prima volta, una disciplina organica delle manifestazioni fieristiche, definendo procedure, criteri di partecipazione e modalità di assegnazione dei posteggi.
Non corrisponde al vero, pertanto, l’affermazione secondo cui la Fiera di San Lorenzo sarebbe stata organizzata attraverso un bando pubblicato “con estremo ritardo”. L’avviso pubblico è stato pubblicato il 26 giugno 2026, con termine per la presentazione delle domande fissato al 19 luglio, mettendo a disposizione degli operatori oltre tre settimane per partecipare alla manifestazione in programma l’8, 9 e 10 agosto.
Si tratta della procedura espressamente prevista dal regolamento comunale, che stabilisce la pubblicazione di un avviso pubblico, la verifica dei requisiti, la formazione delle graduatorie e la successiva assegnazione dei posteggi. Nessuna improvvisazione o discrezionalità, dunque, ma la puntuale applicazione delle regole approvate dal Consiglio comunale.
Anche le affermazioni relative a una presunta mancanza di trasparenza sono smentite dagli atti. Il 26 giugno il Comune ha pubblicato sul proprio portale istituzionale gli avvisi completi e la relativa modulistica per le tre fiere estive, provvedendo contestualmente alla trasmissione via PEC della documentazione alle associazioni di categoria e alle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, oltre alla diffusione attraverso gli organi di informazione.
Parlare di operatori lasciati senza informazioni o impossibilitati a organizzarsi significa quindi ignorare una comunicazione pubblica, documentata e rivolta sia ai singoli operatori sia ai loro organismi di rappresentanza.
Priva di riscontro è anche l’accusa secondo cui il Comune avrebbe voluto scoraggiare la partecipazione degli ambulanti provenienti da altre regioni. Il regolamento e gli avvisi pubblici non introducono alcuna discriminazione territoriale: la partecipazione è subordinata esclusivamente al possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente, indipendentemente dalla provenienza degli operatori.
Quanto alla presunta diminuzione delle presenze, ogni valutazione dovrebbe essere supportata da dati oggettivi relativi al numero delle domande presentate, degli operatori ammessi, degli esclusi e delle eventuali rinunce.
Il riferimento ai contenitori per la raccolta dell’olio esausto e degli indumenti usati riguarda, inoltre, una questione del tutto distinta dalle procedure di assegnazione dei posteggi fieristici. L’eventuale collocazione di tali punti di raccolta risponde a valutazioni tecniche e ambientali svolte dal settore competente per garantire un migliore servizio ai cittadini e, qualora dovessero emergere criticità per il regolare svolgimento dei mercati, gli uffici competenti provvederanno alle opportune verifiche e agli eventuali correttivi.
Il percorso seguito dall’Amministrazione è chiaro e documentato: un regolamento approvato dal Consiglio comunale, tre avvisi pubblici per le principali fiere estive, pubblicazione sul sito istituzionale, modulistica accessibile a tutti gli operatori, diffusione attraverso la stampa e trasmissione via PEC alle associazioni di categoria e alle organizzazioni sindacali, con applicazione uniforme delle medesime regole a tutti i partecipanti.
Le critiche politiche rientrano nel normale confronto istituzionale. Diverso è rappresentare come ritardo una procedura avviata nei tempi previsti, come opacità attività amministrative pubblicate e diffuse con la massima trasparenza o come discriminatoria una disciplina che garantisce parità di accesso a tutti gli operatori in possesso dei requisiti.
