Si è conclusa sabato 13 giugno, una giornata che ha portato Catanzaro al centro
del dibattito europeo sull’abitare. L’iniziativa, riconosciuta ufficialmente dalla Commissione Europea
come evento satellite ufficiale del NEB – New European Bauhaus Festival 2026, è tra i pochi
riconosciuti in Italia: una giornata intensiva su Casa, Salute, Natura e Democrazia che ha riunito
generazioni, discipline e orientamenti politici diversi attorno a un tavolo comune.
L’evento è stato organizzato da AARCH – Alfieri Architettura srl in partenariato con iMED –
Istituto Mediterraneo del Design, Associazione di Promozione Sociale.
Traendo origine dal Bauhaus quale scuola di architettura, design e arte più influente del XX secolo,
il Nuovo Bauhaus Europeo (NEB) è un’iniziativa della Commissione Europea che ridefinisce il
modo in cui concepire e costruire gli ambienti in cui viviamo: belli, sostenibili e inclusivi. Non è solo
una politica: è un movimento che coinvolge architetti, designer, imprese, comunità e governi in tutta
Europa. Oltre alle tante iniziative tecnico-politiche, il suo momento più visibile è il NEB Festival, che
nel 2026 è giunto alla sua terza edizione, attraverso un fitto calendario di eventi svoltisi a Bruxelles dal
9 al 13 giugno scorso, che ha riunito migliaia di partecipanti da tutta Europa e oltre, condividendo la
visione di un futuro costruito con più bellezza, maggiore cura per l’ambiente e più attenzione alle
persone.
Accanto all’evento centrale di Bruxelles, la Commissione europea ha promosso e riconosciuto
ufficialmente una rete di eventi satellite, organizzati in modo indipendente da organizzazioni
selezionate in tutta Europa e oltre. Questi eventi, svolti in parallelo o in concomitanza con il Festival,
ne condividono valori e temi e portano la conversazione europea nei territori locali. Gli eventi satellite non sono semplici iniziative locali autonome: costituiscono una parte integrante del programma
ufficiale del NEB Festival 2026. L’evento di Catanzaro dello scorso 13 giugno rientra in questo
ambito: la candidatura è stata ufficialmente accettata dalla Commissione europea, che riconosce gli
eventi satellite come “una parte importante del programma del Festival, che connette i partecipanti a
iniziative allineate al NEB in tutta Europa”.
L’evento è stato concepito come formato intensivo di una sola giornata per esplorare come
l’housing accessibile possa diventare una leva di partecipazione democratica e benessere nelle
comunità europee. Il format combina esperienza diretta dei materiali, co-design, proiezione
cinematografica tematica e dialogo politico per produrre prototipi e raccomandazioni operative.
Una domanda urgente che unisce l’Europa
Ad aprire i lavori è stato l’arch. Ivan Alfieri, Presidente dell’Istituto Mediterraneo del Design – iMED
APS ETS e Direttore Creativo di AARCH – Alfieri Architettura srl, che ha fissato le coordinate
intellettuali dell’intera giornata: “Perché le democrazie devono ripensare l’housing accessibile — e
perché le case devono essere sane e per tutti.”
La costruzione di alloggi a prezzi accessibili è stata cronicamente sottofinanziata e a lungo governata
da politiche abitative discriminatorie. Negli anni, l’uso di materiali da costruzione scadenti, a basso
costo e tossici si è rivelato direttamente connesso a gravi rischi per la salute delle famiglie a basso
reddito. Sostanze chimiche nocive rivestono i materiali edilizi. Il piombo avvelena le tubature. Isolanti
ignifughi cancerogeni saturano le pareti. I PFAS, i famosi inquinanti eterni, si trovano in molti
materiali industriali usati in edilizia. L’inquinamento dell’aria indoor ha prodotto un allarmante
aumento dell’asma infantile nei quartieri popolari di tutta Europa. In questa prospettiva, la scelta di
materiali secondo Natura non è solo estetica o culturale: è una scelta di salute pubblica misurabile!
Eppure — ha sottolineato Alfieri — anche interventi modesti, se guidati da una scelta consapevole dei
materiali, possono migliorare radicalmente la salute delle comunità. La conoscenza pratica sulle
specifiche dei materiali, le metodologie di progettazione partecipata e le tecniche di integrazione delle
soluzioni basate sulla Natura sono oggi nelle mani di progettisti, costruttori e politici: “Una casa
sana non deve essere un privilegio di pochi. È un diritto fondamentale universale. E
riconnettendo le case con la Natura, possiamo determinare un miglioramento
significativo nella salute e nella vita delle persone”. Per gli ordini e i collegi professionali ha portato i saluti istituzionali l’ing. Gilda Rita Lifrieri, che ha
inquadrato l’evento nel contesto dello sviluppo economico e professionale del territorio, soffermandosi
su due temi centrali e spesso sottovalutati nel settore delle costruzioni.
Il primo: la straordinaria capacità delle attività all’aperto di coinvolgere le giovani
generazioni, come dimostrato dall’entusiasmo dei ragazzi delle scuole medie nel Co-Design Lab —
restituire ai giovani un’esperienza concreta, tattile, creativa, significa anche orientarli verso scelte
professionali e di vita più consapevoli e sane. Il secondo: la necessità urgente di ridurre le
discriminazioni di genere nel settore edile, dove sia gli studi professionali che le imprese di
costruzione restano ancora largamente declinati al maschile. Un richiamo accolto con forte consenso
dalla platea.
Il Workshop esperienziale: i materiali naturali come esperienza sensoriale
Il cuore tecnico della mattinata è stato il Workshop esperienziale sui materiali, che ha convocato
attorno ai temi del legno, dell’argilla, del sughero e più in generale, delle soluzioni basate sulla Natura,
alcune delle aziende più innovative del settore.
Ma prima ancora di sedersi in sala, prima di ascoltare o dire una parola, ciascuno ha dovuto
attraversare il “tunnel sensoriale”, un passaggio stretto e lungo di pannelli in sughero a facciavista,
toccando, odorando, sentendo. È stato letteralmente il primo incontro di ogni partecipante con
l’evento: un gesto progettuale eloquente, un manifesto fisico dell’idea che l’evento ha affermato, ovvero
che le case sane iniziano dalla scelta ed uso consapevole dei materiali.
Ecco perchè i pannelli in sughero a facciavista del tunnel, o i campioni di legno massivo, i blocchi di
argilla cruda o ancora quelli di canapa nella sala espositiva non erano espositori di fiera: erano il cuore
del programma! Su questa traccia, le presentazioni hanno quindi esplorato le origini di quei materiali e
il modo in cui essi vengono utilizzati e riutilizzati, così come le modalità con cui spazi ed edifici, con
questi, possono adattarsi a esigenze in continua evoluzione.
Pietro Fiorenza di Rothoblaas. ha illustrato l’importanza che la messa in opera di tali materiali
garantisca precisione esecutiva e tenuta all’aria nelle abitazioni. L’intervento ha toccato anche
la sicurezza dei cantieri edili, con la proposta di provvedimenti legislativi regionali che obblighino nei cantieri l’uso di linee salvavita per i lavori sui tetti e di kit di pronto soccorso per il sollevamento degli
operai feriti, vitali in caso di incidenti sul lavoro come i fatti di cronaca ci ricordano giornalmente.
Ulrich Pinter, per Ton Gruppe della KASAN, e Domenico Vecchio, per Lina Haus della
LENECO, hanno esplorato la dimensione sensoriale dei materiali secondo Natura: avvicinarsi al legno,
all’argilla, al sughero significa tornare a sentire, toccare, odorare, respirare aria sana — un’esperienza
che i materiali “ultra-processati” dell’industria petrolifera ci hanno progressivamente fatto
dimenticare. In particolare, le murature in legno massivo di Lina Haus eliminano i ponti termici —
requisito diventato centrale nel quadro normativo europeo con il nuovo decreto Requisiti Minimi e la
direttiva RED III — migliorando le prestazioni energetiche in modo misurabile su un orizzonte di 30
anni, confermando che la sostenibilità e l’accessibilità economica non sono in contraddizione —
l’analisi del ciclo di vita dimostra che i materiali naturali costano meno nel lungo periodo.
I prodotti della Tecnosugheri, con l’installazione del “tunnel sensoriale”, hanno completato il
quadro con le prestazioni del sughero come isolante rigenerativo, capace di coniugare acustica, termica
e sostenibilità della filiera edile. Un messaggio che Tecnosugheri ha saputo rendere tangibile e
accessibile a un pubblico eterogeneo: professionisti, amministratori, studenti, cittadini. Non una
scheda tecnica, ma un’esperienza diretta. Esattamente il formato che era stato immaginato per questo
evento.
A chiudere la sessione, Zahir Siyad, legale rappresentante di I-BRICK — start-up tedesca
supportata dal Deggendorf Institute of Technology (Germania) — ha presentato una soluzione a
basso costo basata sull’intelligenza artificiale per il monitoraggio strutturale e la previsione
del rischio nelle abitazioni: tecnologia avanzata, che diventa democratica proprio perché accessibile
economicamente dove serve di più.
Il Co-Design Lab: i giovani costruiscono il futuro delle città
In parallelo al workshop sui materiali, il Co-Design Lab — condotto dall’esperto di materiali naturali
Ulrich Pinter con la supervisione dell’arch. R. Fabio Alfieri, dell’ing. Nicola Billa e dell’ing. Giuseppe
De Santis, rispettivamente legale rappresentante e componenti del team progettuale della Alfieri
Architettura srl — ha visto protagoniste ragazze e ragazzi delle scuole medie co-progettare prototipi di
case realizzate con materiali salubri. L’entusiasmo con cui i giovanissimi si sono immersi nel costruire con legno e argilla ha dimostrato
qualcosa di prezioso: le attività manuali all’aperto sanno vincere la competizione con il
cellulare e con i divertimenti digitali. Non come rinuncia alla modernità, ma come riscoperta da
parte degli adolescenti dei materiali naturali e di una città anche per loro, e non solo per gli adulti con
l’auto. Chiara, una delle ragazze, 12 anni, ha commentato: “Non sapevo che con l’argilla si
potesse costruire una casa”. Anche i genitori hanno apprezzato la valenza dell’evento e
l’entusiasmo dei figli: “Grazie per l’esperienza e la possibilità data ai ragazzi, Giovanni è stato molto
entusiasta”.
La partecipazione attiva dei giovanissimi come co-autori — uno degli obiettivi centrali della
manifestazione —conferma come il coinvolgimento democratico nelle scelte abitative possa e debba
iniziare già dalla scuola primaria e secondaria.
La pausa pranzo come spazio di convivialità attiva
La pausa pranzo, sfruttando la convivialità del mangiare insieme, è stata occasione di networking.
Inoltre, tra i materiali e i prototipi delle aziende partner, i partecipanti hanno continuato a dialogare,
costruendo relazioni informali trasversali. I rappresentanti delle aziende hanno risposto a richieste di
informazioni già copiose durante le presentazioni del mattino, confermando che il format scelto, ossia
l’alternanza delle tre fasi del processo costruttivo: quella teorica-progettuale, quella pratica di
conoscenza dei materiali e quella applicativa del cantiere — ha generato esattamente quell’interazione
cercata come uno degli impatti chiave dell’evento.
Dalla Calabria all’Europa: 100 milioni e un film premiato a Belém
Nel pomeriggio, l’intervento del Vice-Presidente della Regione Calabria On. Filippo
Mancuso, che ha scelto di aprire il suo contributo non dalle case, ma dal contesto pianificatorio entro
cui qualsiasi politica abitativa deve collocarsi. In Calabria, su 404 Comuni solo una quota minoritaria
risulta ad oggi dotata di un PSC – Piano Strutturale Comunale vigente, verosimilmente dell’ordine di
60–70, a fronte di un forte ritardo generalizzato nell’attuazione della LUR n. 19/2002. Una lacuna che
condiziona ogni intervento generando un rischio generalizzato di spreco di fondi pubblici. La Regione
sta lavorando per sanare questa situazione e per orientare le proprie politiche verso il rispetto della legge sull’uso zero del suolo — privilegiando le ristrutturazioni rispetto alle nuove costruzioni e
affrontando l’adattamento al cambiamento climatico con la mitigazione del rischio idraulico.
Il momento politicamente più rilevante della giornata: il Vice-Presidente Mancuso ha
annunciato che la Regione Calabria metterà a bando a breve circa 100 milioni di euro
per l’edilizia residenziale pubblica. Una cifra che, se orientata verso i criteri NEB — materiali
sani, soluzioni basate sulla natura, partecipazione democratica — potrebbe trasformare concretamente
il territorio.
Il dibattito che ne è seguito — con interventi dal pubblico e il consenso trasversale anche del Sindaco
di Petrizzi, di opposto orientamento politico — ha dimostrato che quando le idee sono giuste, l’accordo
si trova.
A seguire, la consegna dei diplomi ai giovani partecipanti del Co-Design Lab è stato un
momento che ha concentrato in pochi minuti il senso profondo dell’intera giornata. A consegnarli, il
Vice-Presidente Mancuso e il Sindaco di Petrizzi Giulio Santopolo. Due rappresentanti istituzionali
di orientamenti politici opposti, uniti nel riconoscere il valore dei più giovani.
Il pubblico ha quindi assistito con grande interesse alla proiezione del film “Our Future: Built by
Nature” — prodotto dal partner culturale internazionale Stichting Built by Nature, una
fondazione non-profit con sede ad Amsterdam in Olanda. Il docufilm, narrato da Kevin McCloud con
la partecipazione di Sir David Attenborough e Marina Silva, Ministro dell’Ambiente del Brasile,
premiato alla COP30 di Belém, ha presentato sei progetti pionieristici internazionali dimostrando
come le nostre case— responsabili di quasi il 40% delle emissioni globali — possano essere trasformate
attraverso legno e materiali basati sulla Natura, contribuendo a risolvere la crisi climatica. La
proiezione ha alimentato il dibattito e introdotto la tavola rotonda conclusiva. La Tavola Rotonda: dalla visione all’azione politica concreta
La tavola rotonda “Dalla Visione alla Realtà”, moderata da Ivan Alfieri, ha portato attorno
allo stesso tavolo sindaci, produttori di materiali, amministratori di immobili, imprenditori e
professionisti — esattamente la composizione multistakeholder e multi-livello di governance ritenuta
come condizione per generare raccomandazioni politiche concrete e realmente scalabili. Luigi Scalise, Presidente provinciale di ANAMMI (Associazione Nazionale Europea Amministratori
d’Immobili), si è soffermato sulle opportunità concrete dell’efficientamento energetico del
patrimonio residenziale dal punto di vista della gestione degli immobili: una prospettiva spesso
assente nel dibattito tra progettisti, ma fondamentale per costruire politiche durature e misurare gli
impatti nel tempo.
Il Sindaco di Petrizzi Giulio Santopolo, ribadendo la Sua condivisione di parere in
merito alla difesa del consumo del suolo attraverso il recupero degli immobili storici
esistenti e l’adattamento ai cambiamenti climatici, ha poi portato all’attenzione della platea un
progetto di grande rilievo avviato dalla sua amministrazione: la riqualificazione del patrimonio di
Edilizia Residenziale Pubblica dei Comuni di Petrizzi, Soverato e Montauro, aggiudicata
tramite gara europea alla AARCH – Alfieri Architettura, attualmente in attesa di finanziamento
da parte del GSE. Un progetto che incarna esattamente l’intreccio tra genius loci, partecipazione
democratica e sostenibilità di lungo periodo, i temi discussi nell’intera giornata.
L’arch. Rosario Fabio Alfieri, legale rappresentante dello studio di architettura ed ingegneria
integrata Alfieri Architettura, ha quindi spostato l’attenzione sull’impoverimento culturale della
società italiana e sulla necessità di investimenti pubblici nella formazione per incentivare un nuovo
Rinascimento italiano, tornando a porre attenzione alla qualità architettonica ed artistica del costruito,
sia che si parli delle singole case che delle città, come spazi unici per la vita.
Conclusioni di una giornata che non si esaurisce
A chiudere la giornata, l’arch. Ivan Alfieri ha sintetizzato le fila di un’esperienza che ha raggiunto — e
in alcuni casi superato — gli obiettivi dichiarati in apertura. I partecipanti lasciano la giornata con
conoscenze pratiche sulle specifiche dei materiali naturali, sulle metodologie di progettazione
partecipata, sulle tecniche di integrazione delle NBS, Nature-based Solutions e sulle azioni a livello
politico per integrare la partecipazione democratica nell’housing accessibile nelle municipalità
europee. La tavola rotonda ha generato raccomandazioni concrete, e la rete interdisciplinare attivata
durante la giornata — tra aziende, ordini, amministratori e comunità — rappresenta l’infrastruttura
relazionale su cui costruire l’impatto duraturo dell’evento. Alfieri ha infine ringraziato con calore tutti i presenti nel pubblico, a cui andranno i crediti formativi
riconosciuti dai vari ordini e collegi professionali, ed ancor di più i relatori ed i partner che hanno reso
possibile, a vario titolo, la manifestazione:
• Stichting Built by Nature (Amsterdam) — quale international cultural partner,
• Rothoblaas (Bolzano) — come funding partner
• Lina Haus – LENECO GmbH (Bolzano) e Ton Gruppe – KASAN Srl (Bolzano),
Tecnosugheri (Milano) — quali material partners
• Ordine degli Architetti, Ordine degli Ingegneri e Collegio dei Geometri della
Provincia di Catanzaro — quali professional partners
• CNC (Maida, CZ) e Leader Plast (Melissa, KR) — supporting partners.
Come citato in apertura, l’evento satellite ha avuto il riconoscimento della Commissione europea,
della Repubblica Italiana – Ministero della Cultura, della Regione Calabria, della
Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia.
L’arch. Ivan Alfieri ha auspicato che l’impatto dell’evento non si esaurisca nella singola giornata,
augurandosi che seguano nei mesi a venire altri incontri ed eventi culturali similari, dedicati
all’architettura contemporanea, con diffusione delle notizie e dei risultati attraverso la piattaforma
NEB e il sito di AARCH e dell’iMED. Ha quindi concluso che:
“tra i pochi eventi satellite ufficiali del NEB Festival 2026 riconosciuti dalla Commissione
Europea in Italia, quello di Catanzaro ha dimostrato che quando si parla di Casa, Salute,
Natura e Democrazia con serietà, apertura e concretezza — mettendo attorno allo stesso
tavolo giovani cittadini, professionisti, imprenditori, sindaci e rappresentanti regionali — il
dialogo tra generazioni, discipline e orientamenti politici diversi non solo è possibile: è
necessario, e produce risultati concreti e positivi.”
