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“Sum, ergo vivo”: al Liceo Telesio di Cosenza la “Notte dei Classici” per riscoprire l’umanità nell’era degli algoritmi

In un’epoca lacerata da conflitti, frammentazioni sociali e dall’avanzata travolgente della tecnologia, i classici tornano a parlarci con una voce sorprendentemente attuale, offrendo una bussola etica per navigare la complessità del presente. È questo il cuore del messaggio che il Liceo Classico “B. Telesio” di Cosenza si appresta a lanciare in occasione della dodicesima edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico, un evento che venerdì 27 marzo, dalle 18:00 alle 24:00, vedrà oltre 350 licei in tutta Italia aprire simultaneamente le porte alla cittadinanza.

“Vogliamo che questa notte non sia solo una celebrazione accademica, ma un momento di profonda riflessione collettiva,” spiega la professoressa Daniela Filice, referente dell’evento per il Liceo Telesio. “Il tema nazionale, ‘Homo sum…’, ci invita a interrogarci su cosa significhi essere umani oggi. Abbiamo scelto di declinarlo con il titolo ‘SUM, ERGO VIVO. Riscoprire l’Umanità nel mondo moderno proprio per riaffermare l’essere come fondamento della vita e della consapevolezza, in un mondo che spesso ci riduce a semplici consumatori o dati.”

Ispirazione centrale dell’evento è il celebre verso di Terenzio: “Homo sum, humani nihil a me alienum puto” “Sono uomo, nulla di ciò che è umano ritengo estraneo a me”. “Queste parole, antiche ma cariche di una forza intatta, risuonano come un antidoto all’indifferenza, una delle piaghe più profonde della nostra società,” sottolinea la Filice. “Non basta riconoscerci come esseri umani; dobbiamo accogliere pienamente ciò che l’umanità comporta: le nostre fragilità, gli errori, le passioni, le paure. Essere umani è una conquista quotidiana, una scelta etica di comprensione e partecipazione.”

Il programma della serata, illustrato in una vivace locandina che mescola simboli di speranza e distruzione – un albero della vita coronato da un fiore di loto e un bambino nel nido, contrapposto a palazzi in fiamme, cannoni e figure in catene – rispecchia questa tensione tra passato e presente. Tra “Eventi e rappresentazioni”, “Letture animate”, “Concerti e performance”, “Mostre fotografiche” e “Degustazioni ispirate al mondo antico”, gli studenti guideranno il pubblico in un percorso che interroga la lucida consapevolezza dei limiti umani nella tragedia greca, come l’Edipo di Sofocle, e le lezioni della filosofia latina di Seneca, che invita a coltivare l’interiorità contro il caos e la violenza.

“Oggi, mentre il progresso tecnologico – dall’intelligenza artificiale alla manipolazione genetica – amplifica le nostre possibilità, ci espone anche al rischio di perdere il senso del limite,” riflette la referente della Notte telesiana. “In una società dominata dalla performance, la dimensione umana rischia di soccombere. I classici ci insegnano a preservare ciò che non è misurabile: l’empatia, la solidarietà, la capacità di ascolto. L’umanità non è un dato acquisito, ma relazione, un legame prezioso che va custodito.”

La Notte Nazionale del Liceo Classico diventa così molto più di una rievocazione storica. È un’opportunità per interrogarsi sul presente e immaginare il futuro. “I classici non sono reliquie, ma voci vive, capaci di orientarci nel mondo,” conclude Filice. “Partecipare a questa serata significa riscoprire insieme il senso profondo dell’essere umani, tra passato e presente, parola e pensiero. Perché solo condividendo cultura e umanità possiamo davvero riconoscerci negli altri, superando divisioni e costruendo un futuro autenticamente umano.”

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