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Referendum sullo Statuto, il centrosinistra esulta: “Ora la parola passa ai calabresi”

Il via libera dell’Ufficio centrale regionale per il referendum, istituito presso la Corte d’Appello di Catanzaro, alla consultazione popolare sulla modifica dello Statuto della Regione Calabria accende lo scontro politico. I consiglieri regionali del centrosinistra, nel corso di una conferenza stampa a Lamezia Terme, hanno rivendicato il risultato ottenuto, sostenendo che la decisione rappresenti una vittoria per i cittadini calabresi.

“Non solo ha vinto il centrosinistra, hanno vinto i calabresi. Perché alcune scelte, come la modifica dello Statuto e l’introduzione di nuove poltrone, non possono passare sulla testa dei calabresi”, hanno dichiarato i rappresentanti dell’opposizione.

Secondo i gruppi di minoranza, il pronunciamento dell’Ufficio centrale chiarisce che le modifiche allo Statuto regionale devono necessariamente essere sottoposte a referendum confermativo. “L’Ufficio Centrale regionale per il Referendum, presso la Corte d’Appello di Catanzaro, ha chiarito che le modifiche statutarie passano obbligatoriamente da un referendum confermativo. Ora la palla passa al presidente Occhiuto, che dovrà decidere se tornare in Aula per modificare quello che riteniamo un obbrobrio e ridare voce ai calabresi, oppure avviare subito l’iter per indire il referendum”.

Il centrosinistra ha inoltre annunciato che, qualora la consultazione venga indetta, proseguirà la campagna sul territorio. “Se ci sarà il referendum continueremo a girare tutte le piazze calabresi, come abbiamo già fatto con la raccolta firme, per dire no a questa legge vergognosa, no alla moltiplicazione delle poltrone e dei costi, in un momento in cui la sanità è ancora in grosso affanno e i problemi dei calabresi restano tanti”. L’opposizione ha aggiunto che valuterà anche iniziative davanti alla magistratura contabile: “Ci riuniremo anche per valutare di sollevare la questione davanti alla Corte dei conti, perché si profila un possibile danno erariale. Anche su questo fronte immaginiamo di portare avanti ulteriori azioni”. In conclusione, i consiglieri hanno rivendicato la compattezza della coalizione: “Infine, siamo orgogliosi come minoranza di aver dimostrato unità di intenti e che questi ‘sfigati’ qualcosa di buono la fanno”.

Sul piano giuridico è intervenuto il costituzionalista Andrea Lollo, tra i legali che hanno seguito il ricorso del centrosinistra. Secondo il professionista, gli effetti della decisione potrebbero incidere anche sulla recente nomina del sottosegretario regionale Ettore Figliolia. “La decisione comporta, innanzitutto, l’obbligo immediato per il segretario generale e il presidente della Regione di indire il referendum, sottoponendo così al voto popolare la legge di revisione dello Statuto che introduce la figura dei sottosegretari. Ne consegue inoltre l’illegittimità delle nomine effettuate in applicazione di tale legge, sia dei sottosegretari sia delle strutture ad essi collegate, con i conseguenti profili di responsabilità derivanti dall’assenza di una valida copertura legislativa”, ha affermato.

Alla conferenza stampa hanno preso parte anche i capigruppo regionali di Pd, Tridico Presidente, Casa Riformista e Democratici Progressisti, insieme all’avvocato Antonio Jonà, componente del collegio legale che ha assistito l’opposizione nella vicenda.

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