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La storia di Elisa Girotto in scena al San Marco di Corigliano Rossano

Elisa Girotto viveva provincia di Treviso, era impiegata in banca e in procinto di diventare madre. Una vita tranquilla come tante. Purtroppo, però, il destino si rivela beffardo e, poco dopo aver dato alla luce la figlia Anna, scopre di avere un tumore al seno. Quando il tempo a disposizione sta per scadere, insieme al compagno Alessio Vicenzotto decidono di sposarsi. È il 12 agosto 2017 e la donna si spegnerà il mese seguente, il 29 settembre, all’età di 40 anni. La vicenda di Elisa Girotto è balzata agli onori della cronaca grazie al modo in cui ha deciso di stare accanto alla figlia nonostante l’assenza. Lasciandole 18 regali, accompagnati da un biglietto, da scartare dal primo al diciottesimo anno di età.

«Elisa mi diceva sempre: devi sorridere. Il sorriso è bello per chi lo fa e bello per chi lo riceve»: è questa la lezione che la donna ha lasciato al marito, alla figlia Anna e a tutti coloro che hanno condiviso un pezzo di strada con lei. La storia e l’esempio di Elisa Girotto lo scorso anno sono diventati un film, “18 regali” diretto da Francesco Amato con Vittoria Puccini, Edoardo Leo e Benedetta Porcaroli e ora, a Corigliano-Rossano, anche un’opera teatrale.

Lorenzo Scorza, studente al V anno del Liceo Artistico, alla sua seconda prova da regista teatrale, dopo il successo dello scorso anno con Inferno, una rilettura della Divina Commedia, torna in regia e firma un’opera difficilissima, “Elisa”.

La storia di Lorenzo con quella di Elisa nasce da un caso, da uno sguardo veloce che corre sul televisore di casa, è un videoclip di una canzone, in onda c’è Amici. Un’esibizione particolare, Irama, canta “Che vuoi che sia”, ispirato alla storia di Elisa. L’esibizione è stata commovente ed emozionante anticipata dalla toccante interpretazione di Giulia Michelini, che ha letto la lettera che il marito di Elisa ha scritto dopo la sua morte.

Lorenzo si ferma, respira a fondo e si ricorda di quanti amici gli avevano detto di vedere il film. Ora capisce perché, e inizia a lavorare.

Scrive ad Alessio, il papà di Anna, lo sente più volte, è sensibile Lorenzo, attento, non vuole rinvangare dolori passati o fare errori.

 E non ne fa.

Mette su una compagnia, dirige, stempera tensioni, non molla, lavora. Contatta il teatro, pensa alle scenografie, tre piani in sequenza, ai biglietti, a fare beneficienza, visita il reparto di oncologia dello spoke Giannettasio.

Il 21 marzo, alle 17.30, nei locali del Voglia – in Viale Margherita – “Elisa”,  sarà presentata nel corso di una conferenza stampa, alla presenza degli attori che saranno sul palco, del regista, di chi lo ha aiutato in diversi ruoli e raccoglierà l’esperienza di Rossana Mandarini, che da quel dolore, di quella malattia porta i segni.

L’opera sarà messa in scena al Cinema Teatro San Marco il 31 marzo, i biglietti sono già in prevendita, all’Hotel Scigliano – Viale Margherita e alla scuola di danza Ritmo del successo – Via Nestore Mazzei

«Torneremo a teatro e questa volta cercheremo di riuscire in una delle sfide più ardue, rappresentare la realtà – afferma il giovane regista, Lorenzo Scorza – Anche questa volta lo scopo è uno, riuscire a scuotere le coscienze di ognuno, che forse poi, nella maggior parte dei casi, coscienti non sono. Anche questa volta il nostro impegno mira a raggiungere qualcosa di concreto: devolvere parte del ricavato della vendita dei ticket ingresso al reparto oncologico del Giannettasio di Rossano».

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