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Gutenberg23 porta scienza, filosofia e diritti umani nelle scuole calabresi

Scienza, filosofia, letteratura, impegno sociale e diritti umani: il viaggio di Gutenberg23 non conosce limiti e continua ad offrire innumerevoli spunti di riflessione portando le grandi voci del mondo accademico e intellettuale all’interno della scuola calabrese e negli spazi di confronto. Con Silvano Fuso, divulgatore scientifico e chimico, gli studenti dell’IIS Fermi, del Liceo Galluppi e dell’Università Magna Graecia di Catanzaro hanno discusso anche di “Antiscienza e salute”, una riflessione profonda sui pericoli della disinformazione, sulla fragilità psicologica e sociale della nostra epoca. Nell’epoca delle fake news e delle risposte parziali e rassicuranti davanti ai dubbi, l’antidoto vincente resta sempre quello della revisione tra esperti così come i dati e la trasparenza rappresentano un dovere etico e non solo. Le parole di Fuso ai ragazzi hanno ribadito la centralità dell’educazione scientifica, non solo come insieme di nozioni, ma come responsabilità collettiva e metodo di pensiero indispensabile per la tutela della salute.

“La ragionevole speranza” è il tema su cui si è sviluppato il confronto filosofico con Sergio Givone attorno ad uno degli interrogativi più antichi e profondi dell’esistenza: è possibile pensare l’aldilà senza rinunciare alla ragione? La speranza da sempre costituisce una dimensione capace di accompagnare l’uomo anche nei momenti di crisi e continua a costituire la forza su cui aggrapparsi per affrontare le grandi domande che attraversano l’esistenza. Di dubbi e incertezze, dal punto di vista giovanile, si è parlato invece con la scrittrice esordiente Ilaria Camilletti, che racconta il suo lavoro tra tavoli e banconi per pagare gli studi di filosofia.  Una voce autentica che, senza filtri, racconta sogni e inquietudini di una generazione dimostrando che i giovani non sono affatto una massa distratta o indifferente, ma hanno in serbo profondità d’analisi ed una straordinaria disposizione all’ascolto. Con Marco Omizzolo e “Il mio nome è Balbir” gli studenti hanno toccato con mano le questioni dei diritti umani, dello sfruttamento e dell’inclusione attraverso la testimonianza di chi ha lottato contro lo schiavismo,  per la democrazia e la libertà di tutti, riconoscendo nel lavoro uno strumento di giustizia ed eguaglianza.  A Gutenberg23 non è mancato uno spazio di discussione sull’arte con “Vecchie maestre”: testo fondamentale della critica femminista, scritto nel 1981 da Griselda Pollock e Rozsika Parker, per la prima volta arrivato in Italia grazie alla traduzione di Greta Boldorini che – ospite dell’Accademia di Belle Arti – ne ha rimarcato l’assoluta attualità nel vedere ancora nascoste le artiste con il loro mondo personale.

La settimana promossa dall’Associazione Gutenberg Calabria si concluderà domattina con altri due appuntamenti d’eccezione: alle ore 10.30 al Teatro Comunale Christian Raimo racconterà “L’invenzione del colore” – finalista al Premio Strega –  tra arte, percezione, storia e sensibilità contemporanea. All’IIS Fermi Mario Mauro con “Viene la guerra” parlerà ai ragazzi delle nuove tensioni globali e le sfide che l’Europa è chiamata ad affrontare.

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