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Ucraina, Unindustria Calabria: “Ripercussioni su sistema produttivo, ridurre cuneo fiscale”

“Il conflitto tra Russia e Ucraina sta avendo forti ripercussioni sul sistema produttivo che, in questo particolare momento, aggravato dal caro bollette, dal caro carburante, dal rincaro delle materie prime, e dalle strozzature delle catene di fornitura internazionali si trova a dover fronteggiare ingenti danni. Senza trascurare le relative conseguenze sul clima di fiducia e incertezza che inevitabilmente condizionano le scelte di investimenti e consumi. Certamente anche in Calabria, come nel resto del Paese, le imprese stanno incontrando enormi difficoltà nei diversi settori produttivi con inevitabili ricadute sul piano della tenuta nelle filiere industriali e sulle relative capacità di investimento”. Così all’AdnKronos il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara.

“L’inflazione – osserva Ferrara – sta raggiungendo livelli molto alti e questo comporta, purtroppo, un significativo aumento dei prezzi con relativa erosione del potere di acquisto. Le imprese, tuttavia, già provate da pandemia, shock energetico e guerra, non sono in grado di affrontare aumenti salariali. Al riguardo, non servono bonus e misure una tantum, bensì interventi strutturali come una significativa riduzione del cuneo fiscale, così come proposta da Confindustria, che determinerebbe un concreto ed immediato vantaggio in termini di capacità di spesa per i lavoratori ed un contestuale aumento di competitività per le imprese”.

“Le misure adottate dal Governo – prosegue Ferrara – ‘al momento’ sono volte a frenare ed a contenere l’esorbitante crescita del caro energia e carburanti, ma per far fronte alla grave crisi innescata dal conflitto sono necessari provvedimenti dettati da scelte e stanziamenti calibrati, ma anche orientati a interventi strutturali. Si deve procedere, infatti, senza indugio, nel campo energetico, fissando il tetto del gas, diversificando le fonti di approvvigionamento ed accelerando sulle rinnovabili. In questa direzione molte sono le iniziative anche in Calabria che si perseguono, ma spesso incontrano i ritardi e le difficoltà burocratiche. E’ inoltre indispensabile procedere senza indugio alla messa in campo del riformismo competitivo, sulla manutenzione del NextGeneration Eu adeguandolo al nuovo contesto internazionale e a sostenere con convinzione la partnership pubblico-privato”.

Infine, sull’ipotesi che la guerra possa durare ancora per mesi, se non anni, il presidente di Unindustria Calabria chiosa: “La situazione diventerebbe insostenibile. Tuttavia l’ingente dotazione finanziaria pari a quasi 10 miliardi di euro di cui disporrà, nei prossimi anni, la Regione Calabria, se messa a terra in modo efficace costituirà un’opportunità storica per la creazione di uno sviluppo di lungo periodo. In tale direzione, l’insediamento della cabina di Regia, di cui Unindustria Calabria è chiamata a far parte, per il monitoraggio e l’orientamento delle diverse opportunità che scaturiscano dal Pnr, la Programmazione Comunitaria, il Fondo di Coesione, i Cis rappresentano un’opportunità importante; ma è altresì necessario un apparato burocratico capace di gestire le grandi risorse comunitarie destinate alla Calabria. In tale direzione è determinante, inoltre, un’azione di squadra tra tutti gli attori protagonisti dello sviluppo: infatti crescita e occupazione sono due parametri assolutamente inscindibili che richiedono una unità di intenti e una visione strategica efficace capace di mettere a terra tutte le risorse finanziarie disponibili”.

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