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Ra.Gi, Catanzaro: la sperimentazione del cohousing “Casa Ladyd”, per donne affette da demenza

“Siamo riusciti ad offrire un percorso di autonomia a persone affette da demenza, tendendo la mano a familiari che si sentivano soli e abbandonati” così Elena Sodano, presidente dell’associazione Ra.Gi., commenta l’ulteriore successo del progetto “Casa Ladyd, Tutti Insieme Appassionatamente”, il primo cohousing assistito per donne affette da Alzheimer e demenza neurodegenerativa.

Un ulteriore tassello nel percorso di accoglienza e solidarietà avviato dall’associazione catanzarese nel centro storico di Catanzaro, riconosciuto come Dementia Friendly Community, grazie alla sinergia con l’Arci Catanzaro e l’associazione culturale Teatro Hercules.

Nell’ambito del progetto, coordinato da Antonietta Lucia e finanziato da Agenda Urbana, 10 donne ospiti all’interno del cohousing hanno avuto la possibilità di mantenere la loro autonomia, ritardando la progressione della malattia e soprattutto sentendosi ancora protagoniste attive della propria vita.

Laboratori di terapie non farmacologiche, stimolazione cognitiva e attività occupazionali, nell’arco di un anno, si sono susseguiti in un ambiente domestico sereno e ricco di calore umano.

“È stata una sperimentazione emozionante che ha lasciato una traccia importante lungo il cammino dell’innovazione sociale nel nostro territorio. Nel nostro piccolo, abbiamo curato le attività di aggregazione culturale, coinvolgendo le ospiti soprattutto in un laboratorio cinematografico che ha stimolato la loro memoria assopita” dichiara Rosario Bressi, presidente dell’Arci Catanzaro, affiancato dal presidente regionale Giuseppe Apostoliti e dalla referente nazionale Diana Costanzo, manifestando la speranza che quest’esperienza di inclusione sociale con spirito comunitario possa avere un seguito sollecitando una maggiore coscienza anche nella pubblica amministrazione.

È d’accordo anche Tonino De Marco, direttore scientifico di Agenda Urbana, che ribadisce: “il successo di questo progetto ci dimostra che dietro le carte e i numeri ci sono contenuti che ci danno conferma di non lavorare in astratto, ma su situazioni concrete che offrono nuove prospettive di intervento sul fronte disabilità”.

La soddisfazione più significativa è quella dei familiari delle donne ospiti di Casa Ladyd, che, grazie al team di psicologhe, educatrici, Oss, e animatrici della Ra.Gi. e alla collaborazione dei commercianti e degli abitanti del quartiere, hanno potuto vivere il territorio catanzarese in maniera intensa, partecipando a eventi e convegni, andando a teatro, al museo e al cinema, in palestra e al bar, nei negozi a fare shopping.

Adesso alcune di queste donne sono ospitate all’interno del centro diurno o di CasaPaese, la residenza accogliente nel borgo di Cicala, ma anche da parte dell’amministrazione comunale – rappresentata dal sindaco Nicola Fiorita e dall’assessore alle politiche sociali Giusy Pino – c’è grande volontà di dare un seguito al progetto di Casa Ladyd che si è rivelato un valore aggiunto per la città di Catanzaro nonché un’alternativa più sostenibile per prendersi cura delle persone con decadimento cognitivo.

“Abbiamo vissuto tutti insieme una dimensione comunitaria accogliente che fa bene non solo alle persone malate, ma anche alle famiglie e all’intera società che in tal modo diventa più umana” conclude Sodano, pronta a proseguire il percorso, non appena le opportunità progettuali lo permetteranno.

 

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