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Palestina tra guerra e memoria: a Reggio Calabria due giorni di cinema e riflessione

Nonostante la tregua annunciata da Trump nellottobre del 2025 – dopo due anni di conflitto che hanno portato alla distruzione totale di Gaza e a un numero ancora imprecisato di migliaia e migliaia di vittime palestinesi, circa 73.000 e 173.000 feriti – i raid dellesercito israeliano in questi sette mesi hanno causato la morte di almeno 850 palestinesi e 2.500 sono rimasti feriti. E la crisi umanitaria e sanitaria continua ad aggravarsi allinterno della Striscia di Gaza mentre il cessate il fuoco sancito non viene realmente rispettato.

Senza considerare le incursioni e le violenze dei coloni israeliani che sono diventate ormai senza controllo in Cisgiordania.

Ci si era illusi che dopo il 7 ottobre 2023 l“occhio per occhio, dente per dente” dellAntico Testamento per il Governo dIsraele rimanesse nellambito del, seppur discutibile, arcaico precetto biblico e giuridico. Ma la furia genocida di Israele si è trasformata sotto gli occhi di tutti in cieca vendetta e volontà di annientamento di un popolo/nazione. E come diceva Gandhi Occhio per occhio finirà solo a rendere cieco il mondo intero.

Il silenzio è calato, comera prevedibile, su tutto questo. Ma il Circolo del Cinema “Cesare Zavattini” e altre associazioni reggine continuano a pensare che sia indispensabile e urgente continuare a parlare della Palestina.

Abbiamo sempre pensato allarte come “inciampo”, larte che ci permette linterruzione del ragionamento per potere intraprendere unaltra strada, in un continuo detour che ci porti a riconsiderare lo sguardo sulle cose del mondo. Per sottolineare la lontananza, che è pensiero di molti, da ogni complicità morale, da ogni correità sostanziale.

E così, il Circolo del Cinema “Cesare Zavattini” in collaborazione con SpazioTeatro e altre associazioni reggine, ma soprattutto con laiuto di Federico Rossin, storico e critico cinematografico, che ci guiderà attraverso la rassegna “Palestina è Memoria”, propone due giorni di riflessione sul conflitto attraverso il cinema, presso la Sala di SpazioTeatro in via San Paolo 19A con ingresso libero.

Giovedì 14 maggio alle 20.30 proponiamo la visione del primo film girato nella Striscia di Gaza “La storia dei tre gioielli” di Michel Khleifi (1995) che racconta loccupazione attraverso lo sguardo dellinfanzia, dove la poesia, limmaginazione e i sogni aiutano a sopportare linsopportabile, e ci restituisce la visione della bellissima, ma ormai inesistente città di Gaza.

Venerdì 15 maggio sempre con Federico Rossin parleremo dellEtica documentaria alla prova delloccupazione attraverso lo sguardo questa volta di due importanti registi israeliani sul conflitto.

Alle 18.30 in “Diario di campagna” di Amos Gitai (1982), una pietra miliare del cinema israeliano, una piccola troupe filma in Cisgiordania la quotidianità delloccupazione israeliana.
Alle 20.30 “Z32di Avi Mograbi (2008) attraverso maschere” digitali nasconde lidentità dei testimoni per sollevare domande dolorose e inquietanti sulla responsabilità, il perdono e la forma della verità cinematografica.
Due testimonianze importanti che fanno dellarte una forma di salvezza, un mezzo per preservare contro la violenza lumanità di chi la fa e di chi la guarda. Un segno di rivolta, dunque, per provare ad invertire quel corso della storia che non intendiamo accettare.

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