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Referendum giustizia, cartelloni per il “No” al referendum nel Tribunale di Reggio Calabria: scoppia la polemica politica

È bufera sulla presenza di alcuni cartelli e roll up che invitano a votare “No” al prossimo referendum sulla giustizia, affissi all’interno del Tribunale di Reggio Calabria. Le immagini, rilanciate sui social – in particolare dalla pagina nazionale di Fratelli d’Italia – mostrerebbero pannelli collocati in spazi comuni del Palazzo di Giustizia, frequentati da personale amministrativo, avvocati e cittadini.

Secondo quanto denunciato nel post del partito, si tratterebbe di un fatto grave perché trasformerebbe «un luogo che dovrebbe essere di tutti» in uno spazio di propaganda, compromettendo pluralismo e imparzialità. «La giustizia è di tutti, mai di una sola parte», si legge nella nota, che accusa apertamente chi sostiene il “No” di svilire «equilibrio, responsabilità e terzietà della magistratura».

Nel mirino finisce anche l’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), alla quale vengono attribuite iniziative di sostegno al “No”, tra cui eventi pubblici e attività di sottoscrizione. Secondo i critici, l’associazione avrebbe assunto un ruolo assimilabile a quello di un soggetto politico, circostanza ritenuta incompatibile con la funzione e la delicatezza del ruolo dei magistrati.

Sulla vicenda è intervenuto il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, che ha definito la situazione «scandalosa», chiedendo un intervento del Sergio Mattarella nella sua qualità di presidente del Csm. Gasparri ha richiamato l’appello del Capo dello Stato alla sobrietà e al senso di responsabilità, domandando se simili comportamenti siano compatibili con tali principi.

Dura anche la presa di posizione di Alessandro Sallusti, portavoce del Comitato “Sì Riforma”, che ha parlato di «fatto vergognoso» e di un Tribunale trasformato in «palcoscenico elettorale» privo di contraddittorio. Sallusti ha chiesto l’immediata rimozione dei manifesti e l’accertamento delle responsabilità.

Sulla stessa linea il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, esponente di Forza Italia, che ha definito l’episodio un «gravissimo atto di teppismo elettorale», sollecitando iniziative immediate da parte dei vertici degli uffici giudiziari reggini. Mulè ha inoltre richiamato il tema delle ingenti somme liquidate negli anni per casi di ingiusta detenzione, sottolineando come la vicenda rischi di alimentare ulteriormente la percezione di una giustizia non imparziale.

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