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Bruno Caridi (Lega): “Basta emergenze, serve un piano strutturale di difesa della costa”

Una violenta ondata di maltempo, abbattutasi tra il 12 e il 13 febbraio, ha colpito duramente Reggio Calabria, devastando il Lungomare Falcomatà e provocando ingenti danni anche nelle aree periferiche della città. Lidi distrutti, chioschi sventrati, alberi abbattuti e strutture compromesse: uno scenario che mette in seria difficoltà famiglie, lavoratori e imprenditori.

Sulla vicenda interviene Bruno Caridi, vice commissario provinciale della Lega di Reggio Calabria, che chiede un’azione immediata e coordinata delle istituzioni.

«Reggio è ferita, ma non piegata. Quanto accaduto rappresenta un colpo durissimo all’identità della nostra città. Tuttavia, non possiamo limitarci a osservare i danni nel centro cittadino: le conseguenze del maltempo hanno colpito anche numerosi quartieri periferici. Per noi non esistono zone di serie A o di serie B: ogni area colpita merita attenzione, sostegno e interventi rapidi.

Dietro ogni struttura danneggiata ci sono imprenditori, famiglie e lavoratori che hanno investito risorse e speranze sul futuro del territorio. La solidarietà deve tradursi in misure concrete: chiediamo al Comune di attivare immediatamente tutti gli strumenti necessari per consentire la ripartenza delle attività e il ripristino del decoro urbano e della sicurezza costiera.

A chi critica la scelta di mantenere operative le strutture balneari anche durante l’inverno, rispondiamo con una visione di sviluppo moderna: Reggio deve ambire a modelli di città turistica attiva dodici mesi l’anno. Il problema non è la stagionalità, ma l’assenza di adeguate protezioni.

È ormai improcrastinabile un piano serio e strutturale di salvaguardia del litorale: servono barriere frangiflutti, interventi di consolidamento e opere di difesa costiera in grado di proteggere stabilmente il Lungomare dalle mareggiate. Non si può chiedere agli imprenditori di smontare i propri investimenti ogni anno; lo Stato deve garantire condizioni di sicurezza e continuità operativa.

La resilienza dei cittadini reggini è nota, ma non può sostituire la programmazione istituzionale. È il momento della responsabilità e della pianificazione: il nostro Lungomare, simbolo della città, deve tornare a splendere più forte e più protetto di prima».

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