La Calabria è tra le regioni italiane nelle quali l’aumento dei casi di morbillo risulta più marcato. Nei primi cinque mesi del 2026 le segnalazioni sono salite a 265, contro le 17 registrate nello stesso periodo dell’anno precedente.
Il quadro emerge dalla circolare del Ministero della Salute “Morbillo – analisi epidemiologica e raccomandazioni operative”, dedicata all’andamento della malattia tra il 2024 e il 2026.
A livello nazionale, tra gennaio e maggio di quest’anno sono stati confermati 472 casi. Nello stesso arco temporale del 2025 erano stati 322, mentre nel 2024 il numero aveva raggiunto quota 509. Il dato attuale evidenzia quindi una crescita rispetto allo scorso anno, pur restando inferiore a quello registrato due anni fa.
È soprattutto la distribuzione territoriale a mostrare forti differenze. Il Ministero sottolinea come l’incremento sia «particolarmente evidente soprattutto in alcune Regioni», e tra queste figura proprio la Calabria.
Il passaggio da 17 a 265 segnalazioni rappresenta uno degli aumenti più consistenti osservati nel Paese. In crescita anche il Lazio, che passa da 47 a 54 casi, e la Toscana, dove le segnalazioni salgono dalle 6 del 2025 alle 49 dei primi cinque mesi del 2026.
La circolare fotografa inoltre una diffusione che non riguarda esclusivamente l’età pediatrica. Nel 2026 «l’età mediana risulta pari a 30 anni» e il maggior numero di casi segnalati si concentra tra i 15 e i 39 anni, fascia nella quale se ne contano 345.
Seguono le persone tra 40 e 64 anni, con 124 casi, e i bambini fino a quattro anni, con 98 segnalazioni. È proprio tra i più piccoli, tuttavia, che si registra l’incidenza maggiore: 49,4 casi per milione di abitanti. Tra i 15 e i 39 anni l’incidenza è invece pari a 22,3 per milione, mentre scende a 5,7 nella fascia compresa tra 40 e 64 anni.
Un altro elemento evidenziato dal documento riguarda i ricoveri. La quota percentuale è progressivamente aumentata negli ultimi tre anni, passando dal 49,5% del 2024 al 56,3% del 2025, fino al 57,8% nel 2026.
Particolare attenzione viene riservata anche alla copertura vaccinale. Tra i casi per i quali è conosciuto lo stato vaccinale, nel 2026 il 93,3% riguarda persone che risultano non vaccinate. Per 115 delle 609 segnalazioni complessivamente considerate, pari al 18,9%, l’informazione sulla vaccinazione non è invece disponibile.
La fotografia tracciata dal Ministero mostra quindi un aumento della circolazione del morbillo rispetto allo scorso anno, con una forte concentrazione in alcune aree del Paese e un coinvolgimento significativo anche della popolazione adulta.
Nelle proprie raccomandazioni il Ministero richiama la necessità di rafforzare la sorveglianza e indica tra le priorità la promozione di «campagne vaccinali mirate», con particolare attenzione ai giovani adulti non vaccinati e al recupero delle persone che non hanno completato il ciclo previsto.
