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Convegno nazionale a Firenze sullo stato della scuola in Italia. Luca Ricolfi: “Un dieci a Caltanissetta equivale a un otto a Milano”

Sociologi, psicologi, saggisti, docenti, dirigenti e politici nello splendido Salone dei 500 a Palazzo Vecchio di Firenze   hanno dibattuto per venerdì 16 e sabato 17 febbraio  sullo stato della scuola italiana, con analisi e soluzioni variegate, ma con un unico grande denominatore: il senso di declino sotto il profilo dell’autorevolezza e dell’efficacia dell’azione  scolastica rispetto ai “bei tempi passati” e la necessità di riannodare i fili della “missione”, nell’interesse del Paese e delle future generazioni, indissolubilmente legate alla qualità dell’istruzione scolastica.

 

Non poteva mancare una grande sottolineatura  del pesante divario esistente tra il nord e il sud del Paese, sul quale abbiamo strappato una battuta a Luca Ricolfi, che ci ha detto semplicemente  che a suo parere “ un dieci, ad esempio, a Caltanissetta, vale come un otto dato a Milano,  e questo divario crea un sacco di problemi a tutti…” mentre sulle soluzioni, sorridendo, ci ha detto di non volere scatenare oggi ulteriori polemiche tra Nord e Sud, dopo quelle che ha provocato  qualche anno fa con il suo saggio “Il Sacco del Nord”, che tanto ha fatto discutere in passato.

 

Nella prima giornata si sono alternati relatori del calibro di Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra e psicoterapeuta, Luca Ricolfi, sociologo e noto  politologo e saggista, Paola Mastrocola, docente e scrittrice, Daniela Lucangeli, psicologa , che si sono soffermati sul disagio giovanile “tra promozioni facili e dispersione”.

A seguire i temi della governance scolastica e della qualità del servizio, con Roger Abravanel , già responsabile di MC Kinsey Italia, editorialista e saggista, autore di numerosi best seller  tra i quali il fortunato “Meritocrazia “ del 2008, che ha rimarcato l’importanza della leadership dei presidi “ il dirigente scolastico deve essere un leader e non uno sceriffo, , deve riuscire a motivare e valorizzare tutte le componenti della scuola che dirige, , c’è una correlazione chiara e netta tra la qualità del preside e della scuola. Gli insegnanti in concreto ne determinano la qualità, ma è il preside che coordina e dirige l’attività degli insegnanti..io ne ho conosciuti di ottimi, sia al nord che al sud, uomini e  donne,  e tutti hanno queste caratteristiche che a mio avviso qualificano un preside leader: visione, coraggio, intelligenza multipla, empatia, giudizio (sono tutte persone sagge ed equilibrate, senza estremismi), resilienza , riescono a stare calmi durante la tempesta, capacità di persuasione , curiosità e soprattutto..passione….noi abbiamo in eredità un divario tra nord e sud che crea  iniquità sociale, se noi avessimo 3 o 4.000 presidi leader, da nord a sud, in tre anni, avremmo risultati OCSE PISA eccezionali.” Su questo tema aggiunge che anche i presidi, come le scuole, dovrebbero essere soggetti a valutazione, e su questo è d’accordo con lui anche  un altro relatore, Andrea Marchetti, presidente dell’ANP Toscana.

 

Tra gli altri protagonisti della due giorni fiorentina,  Gianna Fregonara, giornalista del Corriere della Sera e  scrittrice, Cristina Grieco, presidente di Indire, Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa del ministero, Antonino Petrolino presidente dell’Associazione Treelle, Giorgio Ragazzini, animatore del cd “Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità “.

Nella seconda conclusiva giornata è stato il turno dei politici con tavole rotonde e interventi, secondo il nutrito programma predisposto dall’Associaizone Nazionale Dirigenti Scuola, organizzatrice dell’evento  assieme all’associazione Treelle.

 

Giuseppe Naim

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