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Declino demografico e fertilità tra medicina, politica e società. Esperti a confronto nella terza edizione del convegno organizzato dal Gatjc Center.

La natalità in Italia è tema che allarma tutti, esperti e no. Secondo gli ultimi dati l’Istat, nel 2022 il calo delle nascite è stato dell’1,7% rispetto al 2021 e i primi dati provvisori, relativi al semestre gennaio-giugno 2023, seguono lo stesso trend: circa 3.500 nascite in meno rispetto all’anno prima. All’interno di queste percentuali complessive, il – 1,5% della Calabria non lascia affatto tranquilli, perché se è vero che i nuovi nati rappresentano una sorta di assicurazione sulla vita della comunità, il futuro in fondo alla penisola sembra essere ad alto rischio. Si mettono al mondo pochi figli e lo si fa anche tardi. Le donne italiane partoriscono mediamente a 32,9 anni, le straniere a 29,6.

Natalità e genitorialità saranno i temi al centro della terza edizione di “Preservazione della fertilità: strategia per far nascere il futuro”, il convegno che ogni anno viene organizzato dal GATJC Fertility Center, centro di eccellenza per la Procreazione Medicalmente Assistita, attivo dal 1991 e diretto dal ginecologo Giacomo Umberto Tripodi.

Sotto l’egida dell’Ordine dei Medici e di quello della Professione di Ostetrica di Reggio, degli Ordini dei Biologi e degli Psicologi della Calabria e della Regione, il prossimo 31 maggio alle ore 9:00 nella sala convegni del Gatjc a Gioia Tauro (RC), specialisti italiani di varie branche mediche, docenti universitari, insegnanti ed esponenti del mondo sociale e politico, approfondiranno i dati preoccupanti relativi a natalità e genitorialità per individuare e proporre soluzioni utili a invertire possibilmente la rotta. L’evento, infatti, terrà conto dei tre aspetti fondamentali riguardanti la fertilità e cioè la sua preservazione, intesa come tutela della salute riproduttiva; la sua tutela, per coloro che intendono posticipare la genitorialità; l’ambito socio politico, coinvolto anch’esso direttamente dal problema della denatalità. Un convegno dunque ad ampio spettro, mirato a sensibilizzare e rendere reattiva la società nel suo insieme, con un’attenzione particolare a quei giovani che ambiscono a un futuro di realizzazione personale e professionale ma senza rinunciare a diventare genitori.

“Il tema è complesso – dice Giacomo Umberto Tripodi, responsabile scientifico dell’evento – e va affrontato da tutte le angolazioni, non solo quella solo medica quindi, attraverso il confronto tra gli specialisti. Denatalità e calo demografico impongono a ciascuno, dal medico al politico, al sociologo, una parte di responsabilità proprio perché sia l’una sia l’altra hanno una pluralità di cause. Noi che da decenni aiutiamo le persone a procreare, sentiamo quindi il dovere di favorire tale confronto perché si tratta di problemi la cui soluzione dipende dall’impegno sinergico e comune”.

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