“L'arte di non sapere, che non dev'essere confusa con l'ignoranza, perchè gli ignoranti non sono responsabili della loro triste condizione, nasce da un'idea autolatra ed egocentrica del mondo e della società” - Luis Sepúlveda
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Si rafforza la collaborazione tra il Comune di Cosenza e la Consulta Intercultura: prima sperimentazione ai servizi demografici di un modello replicabile anche altrove

Il ruolo della Consulta Intercultura della città di Cosenza nei primi mesi che ne hanno caratterizzato l’attività dopo il suo insediamento ufficiale con la nomina del Presidente Ibrahima Deme Diop, della comunità senegalese, è stato al centro della seduta della Commissione consiliare servizi al cittadino presieduta da Alessandra Bresciani. L’occasione è stata utile per testare la funzionalità della Consulta Intercultura il cui direttivo è formato dai rappresentanti delle comunità e delle associazioni straniere presenti sul territorio cittadino, anche “per armonizzare – come ha riferito il Presidente Ibrahima Deme Diop – un modello di integrazione e inclusione interculturale, nel quale tutti, a prescindere dalla provenienza, possano sentirsi cittadini e partecipare alla costruzione di una nuova Cosenza, facendola diventare realmente interculturale, sviluppando, cioè, una visione proprio in senso interculturale della città e costruendone insieme le strategie di attuazione”. Uno degli aspetti più interessanti sul quale il modello prospettato comincia a fondarsi e a muovere i primi passi è la collaborazione, in fase sperimentale, tra la Consulta e i Servizi Demografici Comunali. Volontari della Consulta, dopo una adeguata formazione sulle leggi sulla privacy e la gestione dei dati sensibili, affiancheranno, dal punto di vista linguistico e culturale, i dipendenti del Settore Anagrafe del Comune svolgendo un ruolo importante di mediazione per il disbrigo e lo snellimento delle pratiche burocratiche e per agevolare l’erogazione dei servizi destinati ai cittadini appartenenti alle diverse comunità straniere. Una collaborazione che – negli auspici del Presidente della Consulta Intercultura – potrà essere estesa anche ad altri servizi comunali. Si vuole, in altri termini, creare un modello replicabile anche in altre amministrazioni, in considerazione del fatto che quella di Cosenza rappresenta la prima esperienza in Calabria.

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