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Torrente Soveria Simeri, Montuoro: “Chi scarica illecitamente danneggia un patrimonio collettivo”

Il caso dello sversamento individuato nel torrente Soveria Simeri riporta al centro dell’attenzione il tema dei controlli ambientali e della tutela delle acque in Calabria. A intervenire sulla vicenda è l’assessore regionale all’Ambiente, Antonio Montuoro, che richiama la necessità di rafforzare la vigilanza sulle possibili fonti di inquinamento presenti sul territorio.

«L’episodio accertato nel torrente Soveria Simeri dimostra quanto sia fondamentale mantenere alta l’attenzione sul territorio e intervenire tempestivamente ogni volta che viene segnalata una possibile fonte di inquinamento», afferma Montuoro.

L’assessore ringrazia i Carabinieri per gli accertamenti svolti e Arpacal per il contributo tecnico fornito attraverso le analisi effettuate sui campioni prelevati.

Secondo Montuoro, la protezione delle coste non può limitarsi agli interventi effettuati direttamente sul litorale. «La tutela del mare comincia a monte: dai torrenti, dalle fiumare, dagli scarichi e dalle attività produttive presenti sul territorio», sottolinea.

Da qui la necessità, secondo l’esponente della Giunta regionale, di affiancare agli investimenti destinati alla depurazione un sistema più ampio di prevenzione, monitoraggio e collaborazione tra istituzioni, organismi tecnici e forze dell’ordine.

Un ruolo importante nella vicenda è stato svolto anche dalle segnalazioni arrivate dai cittadini. Proprio queste avrebbero contribuito ad avviare le verifiche che hanno poi consentito di individuare la possibile origine della torbidità osservata nelle acque.

«È particolarmente significativo che la segnalazione dei cittadini abbia contribuito ad attivare un controllo», evidenzia Montuoro, ricordando come gli approfondimenti abbiano permesso di risalire alla possibile fonte del fenomeno.

Le analisi dell’Arpacal hanno rilevato una concentrazione di solidi sospesi nettamente superiore ai limiti previsti. Allo stesso tempo, dagli accertamenti non sarebbero emerse conseguenze negative per la balneazione.

Per l’assessore, il metodo seguito rappresenta quello da applicare anche in futuro: «Ascoltare le segnalazioni, verificarle scientificamente, individuare le cause e intervenire sulle fonti di pressione ambientale».

Montuoro lancia quindi un messaggio netto nei confronti di chi viola le norme ambientali: «Chi scarica illecitamente nei nostri corsi d’acqua deve sapere che danneggia un patrimonio collettivo e che, su questi comportamenti, non possono esserci zone grigie».

La Regione, conclude l’assessore, intende proseguire nel rafforzamento delle attività di prevenzione e controllo, lavorando insieme ad Arpacal, Comuni, forze dell’ordine e altre istituzioni competenti.

«La Calabria dispone di un patrimonio marino di elevata qualità, ma proprio per questo dobbiamo proteggerlo ogni giorno», afferma Montuoro, ribadendo l’obiettivo di individuare rapidamente eventuali criticità e intervenire direttamente sulle loro cause.

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