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Riorganizzazione delle donazioni ricevute negli anni dalla Biblioteca Comunale “Oreste Borrello” di Lamezia Terme

Nell’ambito della riorganizzazione delle donazioni ricevute negli anni dalla Biblioteca Comunale “Oreste Borrello”, a séguito della segnalazione della Presidente della Quinta Commissione Consiliare, Maria Grandinetti, è stato identificato e inventariato un nucleo di libri di grande rilievo storico e bibliotecario.

Nel 2016, infatti, gli eredi di Camillo Loriedo (1873-1916), sindaco dell’ex municipio di Nicastro, avevano donato al Comune di Lamezia Terme una parte della biblioteca di famiglia: testi giuridici, codici, gli Atti del Congresso Giuridico Italiano del 1872, i Manuali di Geografia Antica e Moderna di G. L. Bevan, antichi Codici di Procedura Penale, Il Trattato delle Servitù ed altro ancora. Camillo Loriedo, socialista ante litteram, autore di articoli sul quotidiano nazionale” L’Avanti!”, fondatore nel 1899 della rivista “Il pensiero contemporaneo”, viene ricordato per il suo attivismo nei confronti delle fasce più deboli della popolazione, che gli valse un breve mandato di sindaco del comune di Nicastro dal settembre 1914 al maggio 1915.

Un incarico di breve durata a causa di problemi di salute, che ha però lasciato una traccia profonda nella memoria della città nell’ultimo discorso pubblico tenuto da Loriedo, dedicato ai suoi concittadini appena arruolati per la Prima Guerra Mondiale: all’epoca, le comunità di Nicastro e Sambiase si unirono costituendo comitati di propaganda civile per sostenere economicamente le famiglie dei militari in partenza per il fronte.

Ha commentato così l’Assessore alla Cultura, Giorgia Gargano: “Grazie all’attenzione e alla cura di Maria Grandinetti, ritorna alla piena fruizione una sezione della Biblioteca Comunale che al valore letterario aggiunge una valenza simbolica di raccordo e riconciliazione con la propria storia e con i cittadini che, come gli eredi della famiglia Loriedo, che ringrazio a nome dell’Amministrazione Comunale, la concepiscono anche come sede della memoria collettiva”.

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