“La fine del commissariamento della sanità calabrese, annunciata nei giorni scorsi, rappresenta senza dubbio un passaggio rilevante per la Regione. È tuttavia necessario chiarire che tale risultato non coincide con la conclusione del Piano di rientro né con la cessazione delle attività di monitoraggio da parte dei ministeri competenti. Si tratta piuttosto di una nuova fase, che offre maggiori margini di manovra ma richiede, al tempo stesso, responsabilità e chiarezza nelle scelte”.
È quanto afferma il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”.
“In questo contesto, desta attenzione la decisione di affidare al Politecnico di Milano l’elaborazione di un progetto per il nuovo ospedale di Catanzaro. Una scelta che solleva interrogativi non tanto sul profilo tecnico, quanto sull’impostazione complessiva della strategia sanitaria per il capoluogo e per l’intero territorio regionale – afferma ancora Bruno –. Il tema della realizzazione di un nuovo presidio ospedaliero non può essere affrontato come una semplice questione progettuale, ma richiede una visione politica, sanitaria e territoriale ampia, che tenga conto della storia, delle infrastrutture esistenti e dei bisogni reali della popolazione”.
“In questa prospettiva, appare centrale il ruolo dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Dulbecco”, che per dimensioni, collocazione e funzione rappresenta un punto di riferimento strategico per l’intera area centrale della Calabria. È dunque necessario chiarire con trasparenza quali siano le risorse disponibili e quale sia il disegno complessivo per il suo sviluppo. Ad oggi, i tre plessi dell’AOU risultano già in grado di accogliere il numero di posti letto previsto, con la possibilità di intervenire attraverso mirate opere di ristrutturazione e integrazione. Interventi che riguardano, tra gli altri, il potenziamento del Pronto Soccorso, specialmente nel presidio di località Germaneto, in modo che sia orientato alle emergenze mediche, rimanendo al “Pugliese” il compito della grande emergenza chirurgica e traumatologica, oltre che l’adeguamento delle strutture esistenti. In questo quadro, la priorità non può essere esclusivamente quella edilizia, ma deve riguardare soprattutto l’innovazione tecnologica e organizzativa. La qualità dell’assistenza sanitaria oggi si misura sulla capacità di dotare le strutture di strumenti avanzati: robotica, digitalizzazione, intelligenza artificiale, diagnostica di ultima generazione”.
“Permangono infatti alcune criticità evidenti, come la carenza di tecnologie fondamentali e la necessità, per molti cittadini, di spostarsi fuori regione per accedere a prestazioni ormai considerate di routine. Colmare questi divari rappresenta una priorità non più rinviabile. L’attenzione riaccesa sul tema dell’ospedale di Catanzaro può rappresentare un’occasione importante per avviare un confronto serio e costruttivo. È però necessario che tale confronto si traduca in scelte concrete, fondate su una chiara definizione delle risorse e su una visione coerente dello sviluppo della sanità regionale. Diventa quindi fondamentale il coinvolgimento delle istituzioni locali, delle forze politiche e della comunità, affinché si apra un confronto con la Regione orientato a garantire investimenti adeguati e a indirizzarli verso soluzioni realmente efficaci e sostenibili. La sfida – conclude Bruno – è quella di costruire un sistema sanitario moderno, capace di rispondere ai bisogni dei cittadini e di ridurre la mobilità sanitaria, valorizzando le strutture esistenti e investendo in innovazione. Una sfida che richiede scelte lungimiranti, trasparenza e una visione condivisa del futuro della sanità calabrese”.
