“E’ palpabile, in questo periodo, il malcontento della comunità per la chiusura del Museo archeologico nazionale nel pieno dell’estate. Colpisce profondamente che, in un territorio a vocazione turistica, un simile attrattore resti chiuso proprio nel periodo di massimo afflusso turistico, riducendo l’offerta autentica della città. Per quanto le ragioni possano essere legittime è difficile restare in silenzio innanzi a un tale paradosso!
Una ferita per la città, che perde un’occasione di valorizzazione, un duro colpo all’economia locale, protesa a vivere di determinate attrattive, una forte delusione per i turisti ma anche per i residenti, privati dell’accesso a un bene identitario, di uno spazio vitale di crescita, proprio nel periodo in cui avrebbero maggiore tempo libero per fruirne.
In un tale scenario è bene ricordare come l’effettiva accessibilità alla cultura da parte della generalità dei cittadini costituisca un interesse pubblico primario e come, in particolare, la fruizione dei beni culturali di proprietà pubblica sia riconducibile alla nozione di servizio pubblico (art. 101 codice dei beni culturali). Segnatamente si tratta di attività rientrante tra i livelli essenziali delle prestazioni di cui all’art. 117, comma 2 Cost. (decreto legge 146/2015).
In sostanza l’apertura al pubblico del Museo archeologico nazionale di Crotone, attualmente chiuso per lavori di ristrutturazione, è riconducibile al novero dei servizi pubblici essenziali!
Vista la centralità della fruizione del patrimonio culturale l’auspicio è che, in fase di programmazione di lavori museali, possa sempre analizzarsi, dettagliatamente, ogni scenario al fine di prevenire varianti in corso d’opera e imprevisti di vario genere in grado di compromettere il rispetto dei tempi stabiliti, dunque anche un’eventuale riapertura programmata di un museo.
Immaginiamo cosa sarebbe successo se si fosse verificata una chiusura prolungata degli Uffizi a Firenze. Tale chiusura avrebbe, sicuramente, scatenato forti contestazioni globali e reazioni istituzionali. L’eco mediatico e la mobilitazione dell’opinione pubblica sarebbero stati, senz’altro, diversi!
Ma, la chiusura, specie se prolungata, di un museo, sia centrale che periferico, non è mai tollerabile! Il museo è un presidio culturale economico e sociale la cui apertura rappresenta un servizio pubblico essenziale!
Si spera che l’apertura del nostro museo avvenga nel più breve tempo possibile e possa rappresentare l’occasione ideale per portare Crotone, attraverso grandi eventi di richiamo culturali nazionali e internazionali, al centro della cultura mondiale.
I nostri tesori unici, come il celebre diadema, attualmente in esposizione al Museo dell’Acropoli di Atene, dove sta attraendo gente proveniente da ogni dove, siano protagonisti di eventi di richiamo globale da svolgersi nella città di Crotone !
In un tale scenario l’amministrazione comunale svolga un ruolo di costante pungolo nei confronti del Ministero affinché l’identità del territorio venga valorizzata in loco, attraverso manifestazioni di grande respiro, che guardano lontano e possono facilitare il suo inserimento nei grandi circuiti turistici mondiali.
D’altronde il Sindaco Voce ha più volte ribadito la centralità della cultura e del turismo come motore di sviluppo del nostro territorio”.
Così Nicola Corigliano, già assessore alla Cultura del Comune di Crotone.
