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Cosenza, premiata la migliore tesi in diritto penale: cerimonia in memoria dell’avv. Ernesto D’Ippolito a Palazzo dei Bruzi

Si è svolta questa mattina, nella Sala Consiliare di Palazzo dei Bruzi, la cerimonia di conferimento del Premio Nazionale per la migliore tesi di laurea in materie penalistiche, iniziativa giunta alla sua sesta edizione e dedicata alla memoria dell’Avvocato Ernesto D’Ippolito, una delle figure più illustri del foro cosentino.
L’iniziativa, promossa dal Rotary Club Mendicino Serre Cosentine, con il patrocinio della Camera Penale di Cosenza, del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza e dell’Università degli Studi di Trieste, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e dell’avvocatura.
In rappresentanza dell’Amministrazione comunale è intervenuta la Vice Sindaco Maria Locanto, che ha portato i saluti del Sindaco Franz Caruso, impossibilitato a prendere parte alla manifestazione perché impegnato all’Università della Calabria per un precedente impegno istituzionale.
Nel suo intervento, Maria Locanto ha rivolto un sentito ringraziamento al Rotary Club Mendicino Serre Cosentine e a tutte le istituzioni promotrici per aver dato continuità ad un’iniziativa di così alto profilo culturale e giuridico, capace di ricordare e tramandare il valore umano e professionale dell’Avvocato Ernesto D’Ippolito.
“L’Avvocato Ernesto D’Ippolito – ha affermato la Vice Sindaco – è stato una delle personalità più autorevoli della nostra città. Nel suo studio professionale si è formato anche il nostro Sindaco Franz Caruso, che da lui ha appreso non soltanto il rigore e la competenza giuridica, ma anche una visione della politica e dell’amministrazione fondata sulla capacità di governare la complessità della macchina amministrativa”.
Maria Locanto ha, quindi, sottolineato come il buon governo di una città non possa essere ridotto alla sola gestione ordinaria. “Amministrare – ha detto – non significa semplicemente asfaltare una strada, pur essendo un intervento importante. Governare una città significa soprattutto costruire una visione complessiva del territorio, promuovere un percorso culturale nel senso più ampio del termine, capace di abbracciare l’ambiente, i trasporti, la promozione culturale e turistica, i servizi, la qualità della vita. È dalla cultura che nasce una visione di sviluppo, di progresso e di civiltà. Ed è proprio attraverso iniziative come questa che si contribuisce a formare le nuove generazioni e a costruire una società migliore”.
Il Premio Nazionale è stato conferito alla Dott.ssa Anna Sgheri, laureata magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Trieste con la votazione di 110/110 autrice della tesi dal titolo “Il contrasto allo sfruttamento del lavoro: dall’art. 603-bis c.p. alla prevenzione penale”.
Pur non avendo potuto essere presente, il Sindaco Franz Caruso ha voluto rivolgere un messaggio di congratulazioni alla giovane vincitrice e di ringraziamento agli organizzatori.
“Desidero esprimere le mie più vive congratulazioni alla Dottoressa Anna Sgheri per l’importante traguardo raggiunto e per il prestigioso riconoscimento ottenuto – ha dichiarato –  Rivolgo, al tempo stesso, il mio sincero apprezzamento al Rotary Club Mendicino Serre Cosentine, alla Camera Penale di Cosenza, al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e all’Università degli Studi di Trieste per il meritorio impegno profuso nel mantenere viva la memoria dell’Avvocato Ernesto D’Ippolito, valorizzando il merito e l’eccellenza accademica.
Un’azione che si inserisce pienamente nel percorso intrapreso dalla nostra Amministrazione comunale per custodire e tramandare la memoria degli uomini e delle donne illustri della nostra città. Lo abbiamo fatto non solo promuovendo iniziative culturali, ma anche intitolando strade e luoghi pubblici a personalità che hanno dato lustro a Cosenza. Tra queste figura anche l’Avvocato Ernesto D’Ippolito, il cui esempio umano, professionale e civile continua a rappresentare un patrimonio prezioso per la nostra comunità e un riferimento per le giovani generazioni”.
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