“A volte bisogna rischiar, fare altre cose. Occorre rinunziare ad alcune garanzie perché sono anche delle condizioni” - Tiziano Terzani
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Nemmeno il Ciclope riesce a stendere la Domotek: 3-0 anche alla diretta inseguitrice

Succede sempre: quando sui due lati della rete si trovano, una di fronte all’altra,
senza filtri e senza paracadute, le prime due della classe, la cassa infernale dei fuochi
pirotecnici è garantita. Non è qualcosa di auspicato, ma qualcosa di atteso con la
certezza che si paleserà con tutto il carico di emozioni eccitanti e la sua varietà di
combinazioni fenomenali. Con questo ingente livello di eccitazione era atteso il
confronto diretto tra Domotek Volley Reggio Calabria, padrona irrefrenabile del
campionato di Serie B, e Ciclope Volley Bronte, staccata di otto lunghezze al
momento della prima battuta, ma comunque squadra che, più e meglio delle altre,
ha saggiato, settimana dopo settimana, la possibilità di rimanere in scia alla
battistrada e, in ogni caso, di afferrare quella seconda posizione utile a partecipare
alla rumba dei playoff. Il team etneo, nel pomeriggio di sabato, è entrato sul parquet
del PalaCalafiore animato dall’ambizione di fare lo sgambetto alla capolista che
nessun set ha abbandonato sulla via della gloria. Una aspirazione audace, dunque,
ma i ragazzi di mister Martinengo, solo due insuccessi sul groppone, consapevoli
delle eccellenti risorse tecniche di cui dispongono ed in condizioni fisiche ottimali, si
sono preparati all’impatto con la Domotek Volley Reggio Calabria nascondendo la
cicatrice dello 0-3 della gara d’andata. Solleticata dall’idea di mettere le mani sui tre punti e stabilizzare il secondo posto in graduatoria messo in dubbio dalla agguerrita
Paomar Volley Siracusa e dalla resistenza dell’Aquila Bronte, la Ciclope ha steso sul
tavolo del match tutta la forza ed il talento disponibili.

Contro l’inattaccabile architettura progettata ed edificata da coach Polimeni, però, tutti gli accorgimenti si infrangono inesorabilmente sul muro di cinta edificato con acume e criterio. Una formazione disposta a versare ogni grammo di energia, fisica e mentale per il
compagno e per la causa suprema, del resto, onora qualsiasi impegno non badando
al colore delle divise che ha dinanzi. Un metodo di lavoro, prima ancora che di gioco,
sempre praticato, sia che l’avversario sul quale avere la meglio sia la seconda o
l’ultima in classifica. E questo è stato il marchio di fabbrica anche nella prova
espressa contro gli etnei. A dare fuoco alle polveri è stato Boscaini che, volteggiando
leggiadro nell’etere, ha piantato il pallone sul parquet. Le trappole, sistemate qua e
là dagli schemi d’attacco della Ciclope hanno alimentato il sogno, ma Capitan
Laganà, autore di 24 punti, armato il bazooka che si incontra con la grazia
sovrumana, ha iniziato a spianare la difesa sicula facendo tremare anche il suolo
sottostante il PalaCalafiore. Effimero il vantaggio, 16-18, degli ospiti che al
ventiduesimo punto sono andati a sbattere sulla campanella del termine della prima frazione: a suonarla è stata una schiacciata di Stefano Remo. Il secondo parziale, su
cui ha apposto il visto anche un muro ferreo di Schifilliti per il momentaneo 8-4, ha
confermato che nemmeno intere legioni avrebbero potuto arrestare le onde d’urto
innescate dalle vergate di Laganà. Risultato 25-21 per i calabresi.

La spia luminosa che nemmeno in questa occasione la Domotek Volley era disponibile a consegnare alcunché ai rivali di giornata i quali, infatti, nel terzo parziale sono stati preda del nervosismo senza più scorgere una via d’uscita. Per la compagnia di mister Polimeni,
con Boscaini (9 punti) a pungere velenosamente e Stefano Remo a murare e spingere al di là della rete palloni di inestimabile valore, era, quindi, giunta l’ora di mandare tutti a casa: 25-14 e spazio alla foto di rito.

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