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Roseto alla Milano Design Week 2022 presenta HUMANO: una “passeggiata multisensoriale” di scenari virtuali

Per la prima volta, in occasione della Milan Design Week 2022, Roseto Group aprirà le porte della Roseto Design Square ad un pubblico internazionale. Dal 6 al 12 giugno 2022, la società immobiliare specializzata nella locazione di dimore di lusso, partecipa al Fuorisalone con HUMANO, una “passeggiata” multisensoriale audio-visiva nell’arte digitale di Joaquin Morodo. Il percorso sarà fruibile gratuitamente dal martedì al sabato dalle 11:00 alle 20:00, la domenica dalle 11:00 alle 15:00.

L’ESPERIENZA – Nel cuore del distretto del design italiano, al centro della nuova sede, storico convento del 1600 da poco inaugurata come quartier generale delle società di Roseto, Corso Garibaldi 95, apre la Roseto Design Square. L’esperienza si snoda tra la raffinatezza di un percorso museale e la dinamicità di un gesto installativo contemporaneo, minimalista e volto al near future. Lo storytelling audio-visivo della NFT Digital Gallery guiderà il visitatore attraverso lo spazio cadenzato da 10 opere, alla scoperta di una mirror box immersiva in cui riflettersi nella visione dell’artista. Il percorso di architettura e design si inserisce al centro della filosofia architettonica del gruppo Roseto, in una nuova visione di volumi, luce, tecnologia e funzionalità in cornici di sicurezza e riservatezza d’eccellenza. L’experience sarà accompagnata da uno storytelling sonoro della band sperimentale The Glaze Friendz.

Joaquín Morodo, artista, dichiara “Ho lavorato a dieci paesaggi visivi ispirati dal concetto di tempo e spazio. Ogni lavoro è rivolto all’umanesimo, imbevuto dell’influenza artistica di secoli e tradotto in forme secondo ordine cronologico. Volevo che la mostra fosse un’esperienza sia visiva che sonora, vissuta come un viaggio dal 1500 alle avanguardie artistiche contemporanee, da Domínikos Theotokópoulos “el greco”, pittore ufficiale della corte spagnola, ad Andy Warhol e Basquiat. Dalí, Murillo, Delacroix, Da Vinci, Rubens”.

La tecnica usata da Morodo è digital art con scansioni di fotografie analogiche e dipinti con varie divagazioni, dallo spray, all’olio, agli acquarelli. Ogni singola opera di Humano è direttamente collegata ad un NFT.

Il CEO di Roseto Giuseppe Sciarrillo sottolinea: “Per il nostro Gruppo si tratta di un’occasione unica per partecipare alle 60esima edizione del Salone del Mobile con un evento dal vivo. La nostra attività, pur essendo focalizzata sul settore immobiliare e i servizi ad esso connessi, ha la ferma volontà di impegnarsi e di sostenere in maniera attiva il settore dell’arte e della cultura. Il Salone Internazionale del Mobile è una delle più importanti fiere dedicate alle aziende del mondo dell’arredamento e non solo, è un sistema di connessioni, creatività e innovazione. Con tale iniziativa ci siamo messi in gioco esplorando il ruolo del digitale nel futuro prossimo, seguendo parole chiave come miglioramento della qualità di vita, innovazione, sviluppo digitale tra esperienza online e di presenza, e il recente fenomeno NFT”.

Il progetto espositivo è curato dallo studio di Entertainment Architecture, BE.ON DVYSION. Partner tecnici del progetto sono CDS cloudsolution, giovane e dinamica società di digital innovation e design, e la rivista online della creatività The Way Magazine.

Lo studio BE.ON DVYSION, racconta: “Nello spirito di Roseto abbiamo rivisto i valori più profondi che alimentano allo stesso modo la nostra filosofia progettuale di approccio agli spazi. Da questo fil rouge, abbiamo deciso di ripensare la loro cornice esclusiva come una vera e propria “piazza” del design, che possa accogliere arte, innovazione, promuovere cultura e vivere anche aldilà della Design Week. La cifra stilistica dell’exhibition riflette il nostro modo di fare creatività: un allestimento minimalista che lasci parlare l’arte e ne favorisca la visione nell’apprezzamento del luogo che la accoglie, completato da un segno installativo essenziale che traduca la visione ispiratrice, in questo caso dell’artista, e lasci sempre allo spettatore la libertà di movimento nel viversi gli spazi, e lo spazio di riflessione sulla storia che gli stiamo raccontando”.

 

 

 

 

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