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Ritardi cause, il consigliere regionale Talerico: “A fianco dell’Ordine degli Avvocati di Vibo Valentia“

“Intervengo a seguito della ferma presa di posizione del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Vibo Valentia che ha denunciato i gravi ritardi nella definizione delle cause civili e penali pendenti presso il Tribunale di Vibo Valentia perché sento di dover condividere in pieno le preoccupazioni dei colleghi vibonesi.

Del resto, già dalle rilevazione del “Sole 24 ore” il Tribunale di Vibo Valentia veniva collocato all’ultimo posto in classifica per tempi di definizione dei procedimenti civili.

A questo punto, nella mia doppia veste di Consigliere Regionale e, soprattutto, di Consigliere Nazionale Forense, non posso che schierarmi a fianco dell’Ordine degli Avvocati di Vibo Valentia con l’impegno, sin da subito, di farmi portavoce di questa battaglia di civiltà con tutte le forze politiche e presso tutte le istituzioni competenti (CNF in primis) affinché si provveda immediatamente all’implementazione dell’organico dei magistrati in servizio presso il Tribunale, ma anche del personale amministrativo

In mancanza di tempi certi e ragionevoli nella definizione dei procedimenti, il cittadino rimane privo di tutela e perde progressivamente fiducia nelle istituzioni, nei suoi rappresentanti e nella stessa classe forense e, questo, proprio non lo possiamo permettere.

Oltre a ciò viene di fatto impedito l’esercizio della professione forense e negata la possibilità di tutela di ogni diritto – e non parliamo solo di crediti che spesso fanno comunque fallire società e ditte individuali.

La situazione del Tribunale di Vibo Valentia è già risalente nel tempo, lo Stato considera alcuni Tribunali di serie b, specie quelli presenti nel meridione, ove molti magistrati rifiutano financo di venire a lavorare e, spesso siamo costretti a rilevare che quei pochi che arrivano in queste sedi disagiate sono privi di esperienza o manifestano particolare avversione verso la classe forense che viene vista sempre più come una insidia e non come quella componente che contribuisce al progetto di sentenza.

E’ inaccettabili che il settore civile – quello che può determinare anche lo sviluppo economico o che lo può impedire – sia sostanzialmente fermo per via dei rinvii a due anni o addirittura in settori dove la definizione dei giudizi doveva essere celere, si assiste alla durata del processo per oltre 7/8 anni anche di processi del lavoro !

E’ giusto che la politica intervenga e si assuma ogni responsabilità, specie quegli esponenti che per i ruoli nazionali potrebbero (rectius: dovrebbero) intervenire“.

Lo afferma in una nota il consigliere Regionale e Consigliere CNF Antonello Talerico.

 

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