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Antonino Pio Arena spiega la sua adesione al progetto di “Ali di Vibonesità”: “Vibo deve rinascere. I giovani suonano la sveglia alla politica”

“Vibo Valentia merita di recuperare, e possibilmente andare oltre, il prestigio che l’ha resa famosa e competitiva in Calabria soprattutto sul piano culturale e dei servizi. In questo i giovani hanno una responsabilità non certo secondaria se è vero che abbiamo le carte in regola per aiutare questa realtà al cambiamento e in grado di dare risposte adeguate alle esigenze del cittadino.

C’è una assurda e ormai insopportabile sofferenza in spazi vitali come la sanità, la scuola, l’ambiente, l’occupazione, i servizi sociali ai quali occorre dare risposte adeguate. Cresce, infatti, il numero degli “ultimi” di cui spesso non ci accorgiamo il forte disagio e rimaniamo talvolta assenti anche se il volontariato associativo è notevole e di forte impegno.

E’ in atto, in ogni caso, un ritrovato impegno in direzione di uno sviluppo di idee che pongono il giovane al centro dell’attenzione. E’ evidente che è giunto il momento che il talento, l’intelligenza e l’amore verso questo territorio diventino inderogabile volano per creare una crescita d’intenti su un progetto complessivo che mira ad unificare gli intenti e a realizzare una fase avanzata nella vita di tutti i giorni.”

Antonino Pio Arena, 19 anni, primo anno di giurisprudenza alla Luiss “Guido Carli” di Roma, ha accolto  l’invito dell’Associazione “Ali di Vibonesità” ed ha  lanciato la sua idea sul tema : “Ali di Vibonesità e giovani: uno sguardo sulla città”. La sua denuncia è pesante, mirata e volta a sollecitare una immediata presa d’atto di quel che accade e non accade. Ha avvertito che i giovani sono pronti ad assumersi ogni tipo di responsabilità e che la passione per le radici e la vivibilità della città non sono secondi a nessun altro problema critico.

Nel suo messaggio c’è anche la sveglia alla politica che non interpreta bene lo stato di salute della città.

Presentato da Giuseppe Sarlo, portavoce dell’Associazione, in un incontro svoltosi nell’accogliente Sporting Club di Vibo Valentia, Antonino Pio Arena è assurto presto a mattatore della serata rispondendo a tutte le domande che si sono elevate dalla folta platea di giovani e meno giovani, e dove spiccavano, tra l’altro, le presenze di Pippo Callipo, Presidente della Tonno Callipo, Tony Bilotta ex presidente della Camera di Commercio, Mimmo Piccione presidente del Consorzio di Bonifica di Vibo Valentia, quattro ex sindaci Lorenzo De Sossi, Mario Iozzo, Franco Sammarco,  Pino Solano, del prof. Giuseppe Lonetti,  dell’avv. Francesca  Guzzo presidente #CIB Comitasto Chiedo pe i Bambini,  della presidente della Dante Alighieri Maria Liguori Baratteri, dello scrittore Michele Furci, dell’orafo Michele Lo Bianco.

“Pensiamo che non ci sia più tempo da perdere – ha spiegato Antonino Pio Arena  – perché la “chiamata” è di quelle che non ti fanno riflettere più di tanto se è vero che occorre agire subito. La città presenta aspetti deboli di articolazione di vita che non possiamo ignorare. All’impegno dell’attuale amministrazione comunale non corrisponde una risposta giusta, ideale alle necessità della gente. E’ chiaro che l’attenzione sulla condizione di vivibilità ed il funzionamento dei servizi non è mai stata lontana dai nostri pensieri anche se talvolta è stato privilegiato il dibattito sulla promozione e lo sviluppo della cultura.

Questo incontro ci permette di cogliere esperienze di ieri e farle nostre e rappresenta un ulteriore stimolo lo  stare sempre più attenti e vicini ai grandi e piccoli problemi che dobbiamo fare subito nostri perché fortemente interessati al nuovo percorso di vita segnato dagli effetti devastanti della pandemia in corso.”

Nel dibattito sono poi intervenuti Sergio Notaristefano che ha insistito sulla necessità che sui giovani non ricadano solo responsabilità di doverose attenzione sulla vita della città ma che vengano messi nelle condizioni di fare ritorno, ultimati gli studi universitari, per offrire la propria esperienza, mentre Pippo Callipo ha ribadito la utilità di creare sempre maggiore fermento tra i giovani che restano la speranza per la rinascita del territorio. “Le attività economico imprenditoriali in atto – ha affermato tra l’altro – confermano la presenza dei presupposti per realizzare un avanzato fronte produttivo ed occupazionale per potenziare la sempre più dura lotta contro il fenomeno della fuga dei cervelli.

Per Tony Bilotta che ha esaltato l’azione della Associazione “la strada spianata dall’Associazione deve favorire l’impegno per la messa a punto di un progetto iniziale che aiuti la città a superare disagi di ogni tipo investendo sulla opportunità che gli stessi giovani diventino presto protagonisti diretti della rinascita”. Secondo Francesca Guzzo, infine, in sintonia con quanto detto da Michele Furci e Maria Liguori Baratteri  occorre un invito alla mobilitazione per allertare la politica a guardare verso una buona amministrazione della cosa pubblica perché esistono le intelligenze sufficienti per aiutare questa città ad uscire dal degrado.

 

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