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Villa San Giovanni, Siclari attacca l’amministrazione: “Acqua, degrado e ritardi, la città merita di più”

“Villa San Giovanni continua a fare i conti con problemi che, dopo quattro anni di amministrazione, non possono più essere definiti emergenze. Sono diventati la quotidianità di una città che attende risposte e che invece continua a ricevere annunci, slogan e promesse.

La crisi idrica rappresenta l’esempio più evidente di questo fallimento amministrativo.

Interi quartieri continuano a subire disagi, sospensioni e riduzioni dell’erogazione dell’acqua, mentre i cittadini assistono impotenti ad una situazione che si trascina da anni senza una soluzione definitiva. Eppure, nel corso del tempo, non sono mancati annunci, conferenze, comunicati e rassicurazioni.

Tra questi, il tanto pubblicizzato pozzo di Via Giudice Scopelliti, presentato come una delle risposte alle difficoltà del sistema idrico cittadino. Oggi, però, i cittadini hanno il diritto di sapere quale sia lo stato reale dell’opera, quali risultati abbia prodotto e quale contributo concreto stia fornendo alla rete idrica comunale.

La domanda che molti si pongono è semplice: se la fornitura dell’acqua da parte di Sorical risulta aumentata rispetto al passato, come è possibile che i disagi continuino a persistere?

La risposta sembra essere sotto gli occhi di tutti: una rete idrica vetusta, perdite diffuse nel sottosuolo che da anni disperdono enormi quantità d’acqua e interventi che non riescono a risolvere strutturalmente il problema.

Se aumenta l’acqua immessa nella rete ma i cittadini continuano a non riceverla regolarmente, significa che qualcosa nella gestione e nella manutenzione del sistema non sta funzionando.

Ed è qui che cade definitivamente la narrazione di chi continua a parlare di metodo, programmazione e approccio tecnico-scientifico.

Perché il risultato concreto è che l’acqua continua a mancare nelle case dei cittadini.

Ma la crisi idrica è soltanto uno dei tanti segnali di una città che appare sempre più priva di una visione amministrativa.

A Cannitello, strutture sportive nate per i giovani e per l’aggregazione sociale sono state trasformate in deposito di mezzi comunali fuori uso, tra degrado, abbandono e rifiuti, sottraendo alla collettività spazi che per anni hanno rappresentato un punto di riferimento per il quartiere.

Da Porticello a Piale, passando per numerose altre zone della città, continuano ad arrivare segnalazioni di cittadini che denunciano incuria, mancanza di manutenzione ordinaria, spazi pubblici abbandonati e assenza di interventi concreti.

E come se non bastasse, mentre si continua a parlare di “Città Turistica”, di “Stretto indispensabile” e di valorizzazione del lungomare, la scelta simbolo di questa amministrazione rischia di diventare l’installazione di servizi igienici prefabbricati direttamente sul marciapiede del principale biglietto da visita della città.

Una decisione che lascia sinceramente increduli.

In qualunque località che ambisca a crescere dal punto di vista turistico si lavora per creare spazi attrattivi, aree di socializzazione, punti ristoro, servizi integrati nel paesaggio urbano e iniziative capaci di valorizzare il territorio. A Villa San Giovanni, invece, la cartolina che si offre a cittadini e visitatori rischia di essere quella di un bagno collocato in pieno lungomare.

Nessuno mette in discussione la necessità di garantire servizi igienici pubblici. Ciò che si contesta è la totale assenza di una visione urbanistica e turistica.

Perché un conto è dotare la città di servizi adeguati e decorosi, altro conto è trasformare il luogo più rappresentativo della città in uno spazio che mortifica il paesaggio e l’identità del nostro lungomare.

Se dopo anni di proclami sulla vocazione turistica di Villa San Giovanni, sullo sviluppo del waterfront e sullo “Stretto indispensabile”, il risultato più visibile e immediatamente percepibile dai visitatori è un bagno prefabbricato piazzato sul marciapiede, allora è evidente che qualcosa non sta funzionando.

La differenza tra propaganda e amministrazione sta proprio qui: negli annunci si parla di turismo, nella realtà la cartolina che si consegna alla città è un servizio igienico al centro del lungomare.

A tutto questo si aggiunge un ulteriore elemento di preoccupazione istituzionale.

Il Comune si trova oggi in ritardo nell’approvazione del rendiconto di gestione, uno degli atti più importanti della vita amministrativa dell’ente. Un ritardo che ha determinato la diffida prevista dalla normativa e che rappresenta l’ennesimo segnale delle difficoltà che caratterizzano l’azione amministrativa.

Dopo quattro anni non è più possibile continuare a scaricare responsabilità sul passato, sul dissesto o su chi ha amministrato prima.

Chi governa ha il dovere di assumersi la responsabilità dei risultati ottenuti.

E i risultati oggi raccontano una città che continua a soffrire la carenza idrica, che convive con perdite mai definitivamente risolte, che vede quartieri e strutture pubbliche abbandonati al degrado, che perde occasioni di sviluppo turistico e che accumula ritardi persino sugli atti fondamentali di programmazione e rendicontazione.

I cittadini non chiedono slogan.

Chiedono acqua nelle proprie case.

Chiedono manutenzione.

Chiedono decoro.

Chiedono programmazione.

Chiedono una città all’altezza delle sue potenzialità.

Perché Villa San Giovanni merita molto di più di una continua rincorsa alle emergenze e di una politica che, troppo spesso, preferisce la narrazione ai risultati”.

Così Daniele Siclari, consigliere comunale e coordinatore cittadino Forza Italia di Villa San Giovanni.

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