Ieri mattina la Commissione consiliare Quartieri e Verde del Comune di Cosenza, presieduta da Alessandra Bresciani, ha ospitato in seduta Giacomo Marinaro, rappresentante dell’associazione Rublanum, l’avvocata Chiara Gravina del Centro Antiviolenza “Roberta Lanzino” e l’artista Mandioh, protagonisti di un importante progetto di arte pubblica e rigenerazione urbana realizzato in via degli Stadi e curato da Gulìa Urbana.
L’incontro è stato l’occasione per presentare alla città un’opera che unisce arte, impegno sociale e partecipazione civica, ma anche per aprire una riflessione più ampia sulla sicurezza delle donne nello spazio urbano e sul ruolo delle politiche di quartiere nella prevenzione della violenza di genere.
L’opera è stata realizzata in via degli Stadi 141 e consegnata ufficialmente alla città domenica 8 marzo.
Il murale rappresenta una figura femminile immersa nell’acqua, elemento ricorrente nel linguaggio artistico di Mandioh e simbolo di memoria, trasformazione e rinascita. Gli occhi chiusi della donna non raccontano una resa, ma una forma di consapevolezza e resistenza silenziosa. È l’immagine di una donna che custodisce la propria storia e allo stesso tempo rappresenta la forza di tutte quelle che trovano il coraggio di rompere il silenzio.
Accanto al valore simbolico dell’opera, durante l’incontro è stato sottolineato come la sicurezza delle donne passi anche dalla qualità degli spazi urbani. La riqualificazione dei quartieri, l’illuminazione adeguata delle strade, la presenza di servizi, l’accessibilità ai mezzi pubblici, la cura delle aree verdi e degli spazi condivisi sono elementi fondamentali per costruire città più sicure e vivibili.
Le politiche urbane, infatti, dovrebbero essere sempre attraversate da una prospettiva di genere, perché le città e l’architettura sono state storicamente pensate senza tenere conto delle diverse esigenze di chi le vive. Ripensare gli spazi pubblici significa anche garantire maggiore libertà e sicurezza alle donne, evitando zone buie, anfratti o luoghi abbandonati che possono generare percezione di insicurezza.
Progetti di decoro urbano, iniziative di community gardening e interventi artistici contribuiscono a restituire vita agli spazi pubblici e a rafforzare il senso di comunità.
Il murale diventa così un segno visibile contro la cultura dell’indifferenza e della violenza, ma anche uno strumento di sensibilizzazione capace di parlare alla città, soprattutto alle nuove generazioni. Durante la realizzazione dell’opera, infatti, molti cittadini e residenti si sono fermati a osservare e a dialogare con l’artista, contribuendo a far nascere nuove riflessioni all’interno della comunità.
Non si tratta soltanto di street art, ma di un gesto collettivo che mette al centro la dignità, la libertà e la sicurezza delle donne, trasformando lo spazio urbano in un luogo di memoria, partecipazione e rinascita per la città di Cosenza .
Cosenza, in via degli Stadi un murale contro la violenza sulle donne tra arte e rigenerazione urbana
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