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Maldepurazione a Catanzaro, Riccio (Lega): “Non si combatte con sterili ordinanze ma con azioni concrete sul territorio, basta operazioni spottistiche”

“Nonostante il nostro impegno sulle elezioni europee, non ci è sfuggita l’ordinanza “copia e incolla” emanata qualche giorno fa dal Prefetto di Catanzaro, fatta probabilmente da qualche burocrate prefettizio, sugli autospurghi, che ne limita la circolazione in orari serali e notturni.

Ed allora, partendo dal presupposto che durante lo scorso fine settimana buona parte del litorale jonico catanzarese è stato interessato dal fenomeno del “mare sporco”, la domanda è: che effetto ha sul fenomeno della maladepurazione l’ordinanza del Prefetto di Catanzaro?

In questi termini la risposta è chiara: pari a zero!

Se infatti e’ inimmaginabile pensare che un autospurgo possa scaricare liquami in mare (e come potrebbe farlo? dal porto? dalla spiaggia??), appare del tutto evidente che, paradossalmente, l’ordinanza del prefetto “premia” le ditte degli autospurghi che non si vedono obbligate a garantire il servizio di reperibilità ed emergenza in orari serali e notturni stante il divieto di circolare.  Ma non solo, appare evidente il corto circuito che tale ordinanza prefettizia di fatto origina, perché in caso di emergenza in orari notturni si è costretti a richiedere una “deroga” al Prefetto causando in tal modo inutili ritardi per intervenire magari in situazioni di emergenza.

Siamo forse allora lontani dalla verità nel pensare che presso le strutture apicali dello Stato si procede ancora ad emanare ordinanze con la procedura del “copia ed incolla” , anno dopo anno, senza valutarne la reale utilità?

Ma allora come si combatte la maladepurazione?

Se appare evidente che, soprattutto nel periodo estivo, i depuratori “più o meno funzionano”, stante le ingenti risorse che la Regione Calabria ogni anno investe nella loro manutenzione, appare evidente che il vero cancro della maladepurazione è dovuto agli scarichi abusivi.

Le istituzioni, a tutti i livelli, Procure, Prefetti e presidente Regione, devono costringere  i Sindaci a monitorare il territorio con tutte le forze disponibili per scovare, uno per uno, tutti gli scarichi abusivi al fine di eliminarli dopo aver denunciato i responsabili.

La maladepurazione, è bene metterselo in testa, non si combatte con procedure amministrative e burocratiche modello “messicano” ma con atti ed azioni che impegnino tutte le Istitituzioni, da quelle centrali a quelle territoriali, a garantire la legalità con iniziative di contrasto, forti e concrete, al fenomeno degli scarichi abusivi.

Colgo l’occasione per invitare il Prefetto di Catanzaro a rivedere l’ordinanza in questione con estrema urgenza, restando anche a disposizione per un maggiore approfondimento face to face, ed invito tutti i Sindaci del litorale jonico catanzarese ad attivare nell’immediatezza le giuste operazioni di contrasto a chi inquina il nostro mare”.

Lo afferma in una nota Eugenio Riccio – Capogruppo della Lega al Comune di Catanzaro e Consigliere Provinciale di Catanzaro.

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