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“Mediterraneo, un laboratorio di integrazione. Il potenziale contributo della Calabria”. Convegno promosso dall’Associazione fra ex consiglieri regionali

Si parla di Mediterraneo e delle opportunità offerte in ambito socio-culturale ed economico-demografico calabrese, senza trascurare il fenomeno migratorio che è anche una risposta allo spopolamento soprattutto delle aree interne, oltre a favorire l’integrazione tra culture e religioni diverse, contribuendo ad un processo di pace che è sempre più invocato dal basso. La circostanza è offerta dall’Associazione fra ex consiglieri regionali della Calabria, che, con la collaborazione e il patrocinio morale dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, promuove il convegno dal titolo “Mediterraneo, un laboratorio di integrazione. Il potenziale contributo della Calabria”, in programma, nella città dello Stretto, mercoledì 19 giugno, alle ore 9.45, presso la sede del Consiglio regionale, la “casa dei calabresi”.
Un’occasione per riflettere anche su «quanto poco sia stato fatto in materia di cooperazione tra gli Stati per gestire un movimento globale che sembra essere inarrestabile». A sottolinearlo è la ricercatrice del CENSIS, Anna Italia, una dei relatori a questo convegno, che aggiunge: «Sono ancora attuali i ragionamenti di Giorgio La Pira sulla possibilità della creazione di un unico spazio geopolitico mediterraneo di piena integrazione, basato sull’identità dei valori e delle idee tra gli uomini che ci abitano».
Non è un caso che sia stato invitato a svolgere la relazione principale il cardinale Gualtiero Bassetti, già presidente della CEI. Il presule illustrerà il progetto di rilevanza internazionale “Mediterraneo, frontiera di pace” ispirato al pensiero di Giorgio La Pira, il sindaco “santo” di Firenze, fautore dei “Colloqui mediterranei” tra gli anni ’50 e ’60. Per La Pira lo “spazio mediterraneo geopolitico” era un punto nevralgico della pace mondiale e i “Colloqui mediterranei” erano incentrati inizialmente sul dialogo fra i popoli delle tre religioni monoteiste: ebrei, cristiani e mussulmani. Un progetto che prosegue dopo le tre tappe di Bari (2020), Firenze (2022) e Marsiglia (2023) a cui hanno partecipato papa Francesco e i Presidenti Sergio Mattarella ed Emmanuel Macron, coinvolgendo i rappresentanti delle Istituzioni religiose e civili di 60 città metropolitane di 20 Paesi del bacino del Mediterraneo.
Il pensiero di La Pira, un costante dialogo per creare processi di pace anche dal basso, trova riscontro nelle “buone pratiche” messe in campo dagli stessi territori mediterranei, come la Calabria. Al riguardo il convegno si arricchirà del contribuito, oltre della ricercatrice del CENSIS che relazionerà sulla “Risorsa Mediterraneo per la Calabria e per il Paese”, di Domenico Marino, docente di Politica economica all’Università Mediterranea, che interverrà su “Il ruolo del Mediterraneo nel nuovo scenario geopolitico ed economico”. In merito ai progetti di accoglienza e integrazione interverranno: padre Gabriele Bentoglio, già sottosegretario del Pontificio Consiglio della Pastorale dei Migranti e Itineranti, attuale direttore dell’omonimo Ufficio diocesano di Reggio-Bova; Francesco Creazzo, addetto stampa di SOS Mediterranee; Mariangela Ambrogio, direttrice della Caritas diocesana di Reggio-Bova; Stefano Calabrò, coordinatore uscente della Commissione ANCI Calabria per l’immigrazione e le politiche dell’accoglienza.
I lavori saranno aperti dai saluti istituzionali dell’arcivescovo Fortunato Morrone, presidente della CEC, e dai presidenti del Consiglio regionale Filippo Mancuso e dell’Associazione fra ex consiglieri regionali Stefano Priolo. Moderati da Giacomo Gambassi, giornalista del quotidiano Avvenire, i lavori verteranno anche su alcune “buone pratiche” in materia di accoglienza-integrazione, in primis di Comuni, attraverso i progetti della “Rete Sai” (Sistema di accoglienza ed integrazione). In Italia, al 31 marzo 2024, questi progetti sono 884 di cui 114 nella sola Calabria.
Finalità del convegno è anche quella di contribuire al progetto “Mediterraneo, frontiera di pace” apportando allo stesso – dal basso – un tassello tangibile del processo di integrazione indispensabile alla pace. Ciò trova sostegno anche nelle recenti dichiarazioni del Presidente Mattarella, in occasione della consegna degli attestati ai nuovi Alfieri della Repubblica: «La pace – cui tutti diciamo di aspirare – si costruisce anzitutto a partire dalla vita di ogni giorno, dall’incontro con chi ci è vicino, anche se chi ci è vicino in quel momento è uno sconosciuto, che incontra per caso la nostra strada».
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