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L’alta moda Made in Italy torna a riscuotere successo tra i turisti: boom di vendite

Dopo il biennio nero che ha visto la moda italiana arrancare anche fra i prodotti più proibitivi, solitamente meno soggetti a fluttuazioni e cali delle vendite, l’alta moda italiana torna a far sorridere i commercianti, con le solite conferme e qualche nuova, inaspettata sorpresa.

Anche i ricchi hanno pianto. La parentesi pandemica che ha interessato il biennio gennaio 2020 – 2022 ha lasciato il segno su molti mercati, incluso quello dell’abbigliamento. E se solitamente le fasce più alte risentono meno dei periodi di crisi, l’effetto del coronavirus è riuscito a raggiungere anche i prodotti solitamente riservati agli altospendenti.

Il Made in Italy dei grandi marchi non lascia, ma raddoppia.

E’ l’Intelligent report di Planet a diramare dei dati molto ottimisti sull’andamento delle vendite nel primo mese di quest’estate 2022, che a giugno ha registrato un raddoppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, bissando il +100% che il 2022 aveva già registrato nel primo trimestre, rispetto a gennaio, febbraio e marzo del 2021.

Tuttavia, questo dato necessita di una dovuta contestualizzazione, e il fisiologico ottimismo che si accompagna ad un prepotente aumento dei fatturati non dovrebbe spingere esercenti e consumatori a cantar vittoria troppo presto. Rispetto al giugno del 2019, infatti, le vendite sono solamente i due terzi (-33%), e su base semestrale il confronto è ancora più impietoso. Nei primi sei mesi del 2022, il comparto in questione ha registrato vendite più che dimezzate (-56%) rispetto al primo semestre del 2019, nonostante la possibilità di usufruire di generosi sconti grazie a portali dedicati alla distribuzione di coupon, come Promo-Codes.it

Si fa sentire l’assenza dei turisti cinesi.

Il mostruoso gap da colmare rispetto al primo semestre del 2019, è in larga parte da attribuirsi alle restrizioni nei viaggi che i cittadini cinesi devono osservare tuttora. Da anni leader indiscussi per vendite nel comparto dell’alta moda, i cittadini cinesi hanno gioco forza ceduto il passo ai cugini d’oltreoceano, che forti un dollaro nell’intorno della parità con l’euro dopo più di 2 decenni, hanno fatto razzia dei prodotti di alta moda Made in Italy, con uno scontrino medio di 1,407 euro, che stacca di appena 5 euro quello dei turisti dal Regno Unito, che nella fascia d’età compresa fra i 18 e i 25 anni arrivano a spendere addirittura 1,710 euro di media nelle boutique della capitale.

Ma se a livello generale il 2019 sembra ancora un traguardo lontano, alcune piazze sembrano aver colmato pienamente il gap rispetto all’anno pre-covid, andando addirittura a ritoccare al rialzo le vendite. E’ il caso di Capri, Forte dei Marmi, Taormina e Porto Cervo, che nel complesso hanno fatto registrare un +125% rispetto al 2019, secondo i dati sugli acquisti con richiesta di rimborso IVA. Anche nelle suddette piazze, si conferma il dominio dei turisti statunitensi, seguiti nuovamente dai cittadini del Regno Unito, dell’Arabia Saudia della Cina. I turisti cinese, nonostante rappresentino meno del 5% degli ingressi, fanno ancora una volta registrare lo scontrino medio più alto, con oltre 1,600 euro.

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