“La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla” - Gabriel Garcia Marquez
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Il 28 febbraio l’inaugurazione della mostra “I prati di Kore, storie di antiche donne vibonesi”, un ciclo di iniziative sul tema del coraggio femminile

La Storia ci racconta che quella greca antica fu una società patriarcale. Ai soli uomini della città (polis) era riservata la partecipazione alla vita politica, mentre alle donne, custodi della casa (oikos), era affidato il ruolo di generare i cittadini del futuro.

A questa “subordinazione” della donna all’uomo nella vita politica, tuttavia, corrisponde la complessità e la nobiltà dell’universo femminile ritratto nel mito greco, ovvero all’interno di quel sistema narrativo creato dai Greci (e insuperato da ogni altra cultura) volto a spiegare l’origine e il significato più profondo dei fenomeni universali.

Tanti sono i personaggi femminili indimenticabili della letteratura greca, che hanno dato volto alle mille sfaccettature del pensiero e dell’agire umano. Antigone ad esempio, che esprime il primato della legge morale su quella dello Stato, o le divinità femminili, come Persefone e Artemide, senza le quali non avremmo saputo poi cosa definire i contorni dei concetti di amore, dolore, purezza, sacrificio, colpa e tanti altri sentimenti umani.

È da una riflessione su questo contesto storico-culturale e sulla volontà di riscoprire il tema del ruolo della donna per attualizzarlo e confrontarlo con quanto avviene ai nostri giorni che mercoledì 28 febbraio, alle ore 11:00, verrà inaugurata al Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia la mostra “I prati di Kore. Storie di antiche donne «vibonesi»”, ospitata negli ambienti della torre nord (XIV secolo) del castello medievale della Città, sede del Museo.

La Mostra, curata dal Direttore del Museo Maurizio Cannatà e dal Funzionario della Soprintendenza Michele Mazza, racconterà proprio le storie di celebri figure femminili legate al passato dell’antica Hipponion, città della Magna Grecia fondata dai Locresi agli inizi del VI secolo a.C., poi divenuta Vibo Valentia in età romana.

La mostra si inserisce in un più ampio progetto culturale, frutto di un accordo di collaborazione tra la Direzione Regionale Musei – guidata da Filippo Demma – e il Polo per l’Innovazione, la Cultura e il Turismo “Cassiodoro”, reso possibile da un finanziamento della Regione Calabria a valere su fondi Pac Calabria 2020, che prevede anche lo svolgimento di un ciclo di conferenze aventi come tema il coraggio femminile, con ospiti illustri del calibro dell’Antropologo Vito Teti e del Magistrato Annamaria Frustaci e di incontri con gli allievi delle scuole del territorio, curati dai Carabinieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia, dagli Agenti della Questura e dai ragazzi dell’Associazione “Libera contro le mafie”.

Con la mostra I Prati di Kore. Storie di antiche donne «vibonesi», il Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia si conferma come polo culturale attivo di un vasto territorio di riferimento; non a caso l’Istituto ha nell’ultimo anno appena trascorso quasi raddoppiato il suo numero di visitatori rispetto al 2022.

«Il passato – ha rimarcato il Direttore Filippo Demma – ci mostra la profondità delle radici della coscienza di genere nella nostra cultura. L’obiettivo dei I Prati di Kore, azione culturale complessa che vedrà impegnati esperti e professionisti in incontri aperti a tutti, è quello di condividere, soprattutto con i più giovani, informazioni, storie ed esempi di donne che hanno avuto coraggio di scardinare la cultura imperante nelle società patriarcali, diventando esempi indelebili nella storia dell’umanità».

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