“Anche attraverso questi premi – ha aggiunto Falcomatà – possiamo riscoprire un orgoglio, un senso di appartenenza e l’idea che un territorio necessiti di un alcuni riferimenti ed esempi di personalità che con il loro lavoro ed impegno hanno onorato la loro terra di origine. Sidari e Siciliano sono stati due professori universitari, è importante che a questo evento partecipino gli studenti, è opportuno che passi sempre di più il concetto del merito, un elemento che premia sempre, che rimane anche rispetto a certe scorciatoie. Ricordarli è anche fare tesoro del loro percorso professionale che li ha portati a ricoprire importanti e prestigiosi ruoli accademici”.
“In questo momento storico – ha evidenziato il primo cittadino metropolitano – sta venendo a mancare il concetto di cultura istituzionale, la consapevolezza di questo ruolo e dell’idea che hanno il dovere di lavorare per tutti in sinergia. Le nostre storie, tradizioni, ci ricordano ciò che siamo, il percorso da dove veniamo, ma sono la base, attualizzandole, innovandole, per costruire il nostro presente e il futuro sociale, culturale ed economico. Ritengo sia pericoloso che la storia la possa scrivere soltanto una parte di civiltà”. “Quando affrontiamo certi argomenti – ha detto Falcomatà – si corre il rischio di strumentalizzare un pezzo di storia che, in un momento particolare, ha rappresentato un pezzo importante del nostro Paese, contribuendo a costruire quell’utopia dell’Unione Europea. Il manifesto di Ventotene, ad esempio, non si può discutere frettolosamente, perché anche certe espressioni forti, erano necessarie per quel periodo, non le possiamo leggere con gli occhi di oggi, ma come il segno di persone, come Altiero Spinelli, che in un momento drammatico per la storia mondiale, pensavano che quella era la via per costruire una pace duratura”. “Sono contrario alle spettacolarizzazioni che ci sono state intorno a quel dibattito – ha specificato – sono concetti difficili che si provano a semplificare troppo frettolosamente e non è del tutto giusto, rispetto ad una informazione che si vuole dare ai cittadini, come sta accadendo anche sul tema dei dazi. Si tratta di argomenti complessi che se raccontati troppo velocemente inducono alla confusione. Si possono mettere in crisi rapporti ed accordi tra Stati costruiti nel corso di molti anni”.
Nel corso della cerimonia, condotta dal presidente del Club Unesco, Vincenzo Tromba, ed introdotta dal sindaco di Campo Calabro, Sandro Repaci, sono stati premiati: il caposervizio di Gazzetta del Sud, Piero Gaeta; il direttore del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, Fabrizio Sudano; il dirigente della direzione Cultura della città di Milano, Domenico Piraina; la dirigente della Città metropolitana di Reggio Calabria, Giuseppina Attanasio che ha ricordato l’impegno costante ed attento dell’Ente verso il settore Cultura, culminato, recentemente, con il percorso di sinergia istituzionale che ha portato all’organizzazione della grande mostra culturale nazionale itinerante ‘SalvArti’, esposta a Milano e a Reggio Calabria, al Palazzo della Cultura ‘Pasquino Crupi’, che ha raccolto un vasto patrimonio artistico confiscato alla criminalità organizzata e ora divenuto bene comune, fruibile a tutti.