“Pane e coraggio ci vogliono ancora che questo mondo non è cambiato, pane e coraggio ci vogliono ancora sembra che il tempo non sia passato” - Ivano Fossati
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L’irripetibile storia del socialismo rendese

Potrebbe essere individuato nella dedica con cui apre il suo racconto: “Ai miei Concittadini, ai giovani perché sappiano, ai meno giovani perché ricordino”, lo “spirito”, ideale e civile, che ha spinto Umberto Bernaudo (uno degli esponenti di punta del gruppo socialista protagonista del virtuoso processo di crescita urbanistico-economico-sociale di Rende a partire dal 1980 e nei trent’anni successivi) a raccontarsi nel libro Quando la politica plasma le coscienze, edito la Luigi Pellegrini.
Una dedica che fa il paio con le considerazioni attraverso le quali Bernaudo introduce il lettore in una lunga galoppata attraverso la storia politica rendese, simbolo non solo a livello regionale delle buone pratiche socialiste di governo.
Si tratta di un libro, spiega Bernaudo, realizzato con lo scopo di favorire una sorta di operazione verità “su un fenomeno che, negli anni, ha sfondato il pur poderoso Pollino ed ha attraversato lo stretto nonostante la momentanea assenza del ponte, per raggiungere una visibilità nazionale”. Un’esperienza di cui l’autore parla approfonditamente snocciolando numeri, dati, analisi statistiche, considerazioni, supportati da un’ampia documentazione per lo più inedita.
Particolare attenzione merita il capitolo finale: “Il futuro di Rende”, una sorta di manifesto politico-civile rivolto a quanti ambiscono legittimamente a guidare il Comune, ma anche ai cittadini, “che devono dire basta, risvegliarsi dal torpore in cui sono sprofondati e rimettersi in movimento andando orgogliosi della loro Città”. Quella Rende che “deve scrollarsi di dosso tutto il marciume di cui è stata coperta negli ultimi anni perché non lo merita”, e in rapporto alla quale i “tanti candidati a sindaco che circolano in questi mesi e che circoleranno ancora dovranno evitare di anteporre le loro legittime aspirazioni” puntando a “far ritornare questa Città al suo ruolo originario che è stato costruito con sudore, lacrime e sangue da un’intera generazione di amministratori”.
Il libro verrà presentato il 27 febbraio, alle 18, nella sala Tokyo del Museo del Presente di Rende. Interverranno i giornalisti Emily Casciaro e Francesco Kostner. Concluderà Umberto Bernaudo.

 

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