Dopo la grande partecipazione all’VIII edizione della “Festa delle Rose”, con al centro natura, arte e spiritualità, un nuovo imperdibile alla Casa delle Erbe e delle Agriculture della Locride, aperta anche quest’anno, nei pomeriggi di sabato 6 e domenica 7 giugno 2026, per l’Appuntamento in Giardino. Accolto con entusiasmo il tema proposto dall’APGI, Associazione Parchi e Giardini Italiani, “la Vista”, che farà da filo conduttore dell’evento. Il giardino, non distante dallo Jonio e dall’Aspromonte, alle pendici del monte Tre Pizzi e in una conca lussureggiante e misteriosa a ridosso del fiume, ben si presta a regalare visioni ed emozioni visive e sensoriali che restano nella memoria di chi arriva. È un succedersi di ambienti, scorci, prospettive in cui sarà possibile con la guida della conduttrice, la paesaggista e artista Marò d’Agostino, conoscere l’identità complessa e straordinaria del “giardino calabrese” che si sta configurando qui, in una ricerca operativa multidisciplinare avviata da circa venti anni.
La proposta della Casa delle Erbe per l’appuntamento si articola in due momenti distinti e altresì complementari: una vis(i)ta guidata nel parco ed una mostra davvero speciale dei disegni di Libereso Guglielmi, meglio conosciuto come “il giardiniere di Calvino”.
Per cominciare, i visitatori saranno accompagnati in un percorso di differenti stanze che distinguono, disegnandola, la morfologia del terreno e quindi le tipologie colturali, l’orientamento, la luce nonché le soluzioni formali corrispondenti alla conoscenza del luogo, col suo genius e la sua biodiversità. Una vitalità di “viste” che si svelano su scale ben diverse, da quella ampia del paesaggio con la presenza peculiare di grandi pietre e del paese di Antonimina – ameno fondale a occidente – a quella ravvicinata con il riconoscimento di erbe, fiori e piante qui presenti.
Il giardino custodisce segnatamente una flora autoctona spontanea ma negli anni ha adottato specie alloctone ed esotiche che nel microclima particolare della vallata hanno trovato le condizioni per la loro naturalizzazione; trait d’union tra le stanze, sono i rosai che la proprietaria coltiva con passione e che sono uno dei tratti distintivi della Casa delle Erbe della Locride. La visita consentirà agli occhi e all’esperienza sensoriale dei partecipanti di godere, in extremis, della fioritura luminosa e inebriante delle damascene, delle splendide galliche ed altre rose antiche. Questo, prima di trasferirsi nel portico della casa, singolare tipologia di casolare agricolo dell’area preaspromontana, accuratamente ristrutturato e rifunzionalizzato per le esigenze contemporanee del giardino e di chi lo abita e lo visita. Qui, la vista si delizierà con un erbario di Libereso Guglielmi, botanico di fama internazionale o semplice giardiniere come preferiva definirsi. In mostra sarà una collezione privata acquisita, tramite l’autore stesso, qualche decennio prima della sua morte (2016). Si tratta di pregevoli disegni, alcuni acquarellati, di piante e fiori. Libereso da adolescente aveva lavorato come giardiniere a Villa Meridiana a Sanremo, nell’Istituto Sperimentale del grande agronomo Mario Calvino, padre di Italo e suo grande maestro. In un’intervista, riportata dalla giornalista Laura Guglielmi, disse: «A Italo e a suo fratello Floriano non interessava il lavoro dei genitori e io facevo quello che Mario avrebbe voluto facessero i figli».
I più, tuttavia, lo conoscono perché è il protagonista del racconto di Italo Calvino “Un pomeriggio Adamo” e per aver egli ispirato allo scrittore ligure “Il Barone Rampante”.
Non c’era erba di cui Libereso non conoscesse il nome latino; le sue competenze lo portarono per anni in Inghilterra e altrove per prestigiosi posti di lavoro. Ogni essere vivente lo riempiva di gioia e passeggiando nella natura, non resisteva alla tentazione di toccare ramoscelli, cespugli, fiori; spesso li dipingeva quando era in compagnia di altre persone oppure nel suo giardino di via Zeffiro Massa a Sanremo. Disegnando e acquarellando, l’eccentrico giardiniere anarchico ha riconosciuto e fissato nella sua memoria quei doni di natura, un mondo di bellezza che nei due pomeriggi di apertura della Casa delle Erbe della Locride sarà restituito alla nostra vista.
