Non è solo burocrazia, è una battaglia di dignità. Il Comitato Civico Cittadino Pro Acqua Pubblica, con il supporto del Codacons, ha depositato ufficialmente al Comune di Catanzaro una proposta per modificare lo Statuto Comunale. L’iniziativa, firmata dai rappresentanti Francesco Procopio, Innocenzo Parentela, Nunzio Triolo, Corrado Abatino, Giuseppe Doria e Sergio Chiefali, nasce da una urgenza precisa: proteggere i catanzaresi prima che il subentro operativo di SoRiCal, previsto per la metà del 2026, trasformi definitivamente la gestione dell’acqua in una questione di soli bilanci e profitti.
L’ACQUA NON È UN LUSSO: LA DIFESA DEI PIÙ DEBOLI
Dobbiamo guardare in faccia la realtà della nostra città. Catanzaro attraversa una crisi sociale che non può essere ignorata, con troppe famiglie che vivono sotto la soglia di povertà. È inaccettabile pensare di privare dell’acqua chi già fatica a garantire il minimo per i propri figli. Togliere l’acqua a chi è in difficoltà economica non è una procedura amministrativa, è una violenza che calpesta la dignità umana e mette a rischio la salute di tutti. La povertà non può essere punita negando il diritto di bere o di lavarsi. Lo Statuto deve servire esattamente a questo: a garantire che la dignità della persona non venga mai dopo la capacità di pagare una bolletta.
IL REFERENDUM TRADITO E L’OMBRA DELLE TARIFFE ILLEGITTIME
Per troppi anni la volontà dei cittadini espressa nel Referendum del 2011 è stata ignorata: l’acqua deve essere pubblica e fuori dalle logiche di profitto. A questo si aggiunge una ingiustizia che dura da vent’anni: tariffe gonfiate e rincari applicati fuori dalle regole, come accertato anche dalla Corte Costituzionale (sent. 246/2009). Per decenni il Comune ha accettato passivamente questi costi, ribaltandoli sui cittadini. “Non permetteremo che il passaggio a SoRiCal diventi una sanatoria per queste tariffe fuori legge,” spiegano i rappresentanti del Comitato. “Lo Statuto deve imporre al Comune un ruolo di vigilanza vera: prima di chiedere soldi, bisogna garantire la correttezza dei conti e la trasparenza per gli utenti”.
IL MURO DEI 50 LITRI: IL MINIMO VITALE
La proposta punta a inserire nello Statuto principi chiari e vincolanti per tutti:
• L’acqua come bene comune: Il riconoscimento espresso che l’accesso all’acqua è un diritto umano universale e privo di rilevanza meramente commerciale.
• La garanzia dei 50 litri: L’erogazione minima vitale di 50 litri d’acqua al giorno per ogni persona, soglia fissata dall’OMS come indispensabile per la salute e l’igiene.
• Stop ai distacchi: Il divieto assoluto di interrompere totalmente il servizio, specialmente per le famiglie fragili, perché l’accesso all’acqua è un presidio essenziale di salute pubblica.
UN APPELLO AI CONSIGLIERI COMUNALI
Ci rivolgiamo a ogni singolo consigliere comunale: supportare questa modifica non significa fare una scelta di partito, ma un gesto di civiltà e di rispetto verso le persone. Avete l’opportunità di dimostrare che le istituzioni sono ancora lo scudo dei cittadini e non i ragionieri dei grandi gestori.
“Catanzaro deve decidere se essere una comunità di persone o un freddo elenco di utenze da spremere. Sappiano tutti che nessun bilancio societario e nessuna logica di profitto varranno mai quanto la dignità di un cittadino che apre il rubinetto di casa: i diritti inalienabili non si staccano e non si negoziano.” conclude Francesco Di Lieto del Codacons.
