Si è svolto lunedì a Crotone un importante convegno organizzato da Alleanza Verdi Sinistra Italiana sul tema della bonifica del sito ex Eni e i suoi riflessi sulla salute pubblica. L’incontro è stato introdotto dal segretario cittadino di Sinistra Italiana, Pasquale Pace, il quale ha sottolineato l’importanza di mantenere alta l’attenzione su una vicenda che si protrae da oltre vent’anni senza soluzioni concrete.
L’intervento di Maria Pia Funaro: il quadro storico e ambientale
Il primo intervento è stato affidato all’ingegnere ambientale Maria Pia Funaro, membro della segreteria regionale di Sinistra Italiana, che ha ripercorso la storia del problema della bonifica di Crotone. Maria Pia Funaro ha ricordato come il sito industriale sia stato classificato Sito di Interesse Nazionale (SIN) nel 2001, a causa della grave contaminazione ambientale presente nell’area dell’ex stabilimento Eni.
Da lì si sono susseguiti una serie di decreti nazionali che ad oggi si scontrano con il Paur, il Piano ambientale unico regionale che ha portato anche a un curioso corto circuito politico in Forza Italia, a seguito di un ricorso della Regione, guidata da Occhiuto, contro il suo stesso governo nazionale che sostiene la possibilità di Eni di andare in deroga al prescritto del Paur di portare fuori regione i rifiuti tossici. Ciò, a esempio, a causa della complessità amministrativa e politica a cui è giunta la vicenda tra veti contrapposti tra diversi poteri statali e tra l’Eni.
Nonostante la bonifica fosse un’operazione necessaria e riconosciuta come tale a livello nazionale, la sua attuazione è rimasta bloccata per decenni, lasciando i cittadini esposti agli effetti di un inquinamento pericoloso. Funaro ha evidenziato come lo stoccaggio dei materiali contaminanti sia ancora un problema irrisolto: questi rifiuti si trovano non solo nei terreni dell’ex stabilimento, ma anche in altri siti della città, con conseguenze devastanti sulla salute pubblica.
Un aspetto particolarmente preoccupante è il legame tra l’inquinamento e l’aumento dei casi di malattie oncologiche. Tuttavia, come è stato sottolineato, la questione sanitaria non si limita solo alle patologie tumorali: a Crotone si registra anche un alto tasso di disturbi psichiatrici e depressivi, segno del profondo impatto psicologico e sociale di questa emergenza.
Pino Greco: la voce degli ex operai e del movimento per la bonifica
A seguire è intervenuto Pino Greco, ex operaio dello stabilimento e rappresentante del Movimento per la Bonifica della Città di Crotone. Greco ha portato la testimonianza diretta di chi ha vissuto in prima persona gli effetti dell’inquinamento, soffermandosi sulle emissioni tossiche che per anni hanno contaminato il territorio e sull’alto tasso di mortalità registrato tra gli ex lavoratori della fabbrica e i cittadini.
Inoltre ha ricordato che una sentenza dello Stato ha riconosciuto Eni come soggetto inquinante, imponendole l’obbligo di bonificare l’area. Tuttavia, l’azienda si è sempre opposta a soluzioni che prevedessero la rimozione e il trasporto dei rifiuti all’estero, insistendo per un loro stoccaggio in loco, una proposta ritenuta inaccettabile dalla comunità crotonese.
Alessia Alboresi: un problema che riguarda tutta l’Italia
In ultimo è intervenuta Alessia Alboresi, membro del coordinamento regionale di Alleanza Verdi Sinistra e co-portavoce regionale di Europa Verde. Alboresi ha ribadito come l’AVS abbia lavorato per riportare la questione della bonifica di Crotone al centro del dibattito non solo locale, ma anche nazionale.
Grazie all’interrogazione parlamentare presentata dal senatore De Cristofaro, il caso è stato nuovamente sollevato in Parlamento, nella speranza di ottenere risposte concrete e immediate. Alboresi ha sottolineato come l’immobilismo istituzionale rappresenti un fallimento della politica sia a livello locale che nazionale, lasciando i cittadini di Crotone soli a combattere una battaglia per il diritto alla salute e a un ambiente sano.
Nel suo intervento, ha anche citato un recente post dello scrittore Gioacchino Criaco, che rifletteva sulla solitudine dei cittadini del Sud di fronte alla mancanza di risposte dello Stato. Il paragone con la situazione di San Luca, dove l’ennesimo commissariamento per mafia ha privato i cittadini della possibilità di esprimersi attraverso il voto, evidenzia una tendenza all’abbandono di interi territori da parte delle istituzioni.
Conclusioni
Il convegno ha messo in luce l’urgenza di un’azione immediata per risolvere il problema della bonifica di Crotone. La persistenza dei rifiuti tossici rappresenta non solo un rischio ambientale, ma una minaccia costante per la salute dei cittadini, costretti a emigrare per ricevere cure o, peggio, a convivere con la rassegnazione e la sfiducia nelle istituzioni.
L’Alleanza Verdi Sinistra Italiana ha ribadito il proprio impegno nel continuare a battersi per una soluzione definitiva e per il rispetto dei diritti fondamentali della comunità crotonese, affinché la bonifica non resti una promessa mai mantenuta, ma diventi finalmente una realtà.
Giuseppe Campana: Si concentri l’attenzione anche su tutte le discariche dismesse da bonificare
A margine il coordinatore regionale di Europa Verde, Giuseppe Campana, ha poi sottolineato la necessità di intervenire in tutte quelle aree, in Calabria, inquinate dalle discariche ormai dismesse e di sviluppare un’azione preventiva, per evitare nuovi disastri ambientali.