Nel weekend appena trascorso, il teatro Politeama del capoluogo calabrese è stato una prestigiosa vetrina per tantissimi ballerini di diverse fasce d’età, provenienti da regioni del sud Italia per confrontarsi e mettersi alla prova davanti a una giuria internazionale. Anche quest’anno l’Open Dance, giunto alla dodicesima edizione, si è confermato, fra i concorsi nazionali di danza, quello con un maggiore numero di partecipanti.
1650 ballerini. 52 scuole di ballo. 19 ore di esibizioni. Numeri senza dubbio da record per la competizione danzante organizzata dal Comitato provinciale C.S.E.N. (Centro Sportivo Educativo Nazionale) di Catanzaro, che ha animato il Politeama per due giorni (18 e 19 aprile). “L’Open Dance – ha spiegato Francesco De Nardo, vicepresidente nazionale CSEN e presidente del Comitato organizzatore – anche stavolta ha visto la partecipazione di tantissimi ballerini, dai 5 anni ai master, giunti non solo dalla Calabria, ma anche dalla Campania, dalla Sicilia, dalla Basilicata e dalla Puglia, per esibirsi davanti una giuria internazionale prestigiosa, che ha elargito borse di studio di alto livello ai più talentuosi. Quest’anno, per la prima volta, l’Open Dance è stato un concorso di danza integrato. Ha dato spazio a tanti danzatori speciali, con disabilità fisiche o intellettivo-relazionali, che hanno ballato insieme ai ragazzi normodotati nel segno di una integrazione sportiva. E difatti lo sport integrato va al di là dello sport inclusivo, poiché noi di CSEN vogliamo che i ragazzi con una disabilità pratichino sport insieme ai normodotati e non in categorie separate. In questa edizione abbiamo anche voluto suddividere la manifestazione in otto premiazioni in modo tale da non stancare né il pubblico, né i partecipanti che hanno avuto la possibilità di competere senza dovere rimanere nel teatro per ore e ore”.
Tante novità, dunque, per la dodicesima edizione dell’Open Dance, che, come detto da De Nardo, deve il suo successo “alle associazioni e società sportive affiliate, che ci seguono in maniera continuativa e che, attraverso questo concorso, possono ottenere il riconoscimento dell’attività sportiva valida ai fini del mantenimento dell’iscrizione nel nuovo registro delle attività sportive dilettantistiche. Ma il successo dell’Open Dance non può non dipendere dall’intera macchina organizzativa CSEN. Ringrazio il presidente regionale Antonio Caira, il responsabile nazionale settore Danza sportiva, Giuseppe Tarantino, il segretario di giuria, Fabio Gencarelli, la responsabile delle iscrizioni, Valentina Spadafora, e tutti i giurati: Antonia Cop, Francesca Di Maio, Stefano Vagnoli, Andy Pistons, Fioldise Airò Farulla, Andrea Veneri, Nilde Serpa”.
Tutti i membri della giuria, di grande competenza e con esperienze anche internazionali, hanno espresso soddisfazione sia per la massiccia partecipazione che per la qualità delle performance. E hanno percepito con mano, oltre che il talento, la grande passione e il sacrificio di ogni ballerino. “L’organizzazione è stata impeccabile”, ha commentato Andy Pistons, ballerino e maestro di hip-hop e street dance. “Ogni anno la partecipazione è sempre maggiore anche nella mia categoria, che potrebbe considerarsi più di nicchia. Sono contento, perché sempre più scuole di danza cominciano ad avvicinarsi alla mia categoria, che è così ben partecipata e ben rappresentata”.
“Sono stata molto contenta di partecipare come giurata in questa competizione, ha detto Fioldise Airò Farulla, insegnante di ballo di hip-hop e video dance, specializzata in danze caraibiche. “Ho percepito la tanta emozione dei ballerini, anche piccolissimi, che hanno dato il meglio per attirare la nostra attenzione e impressionarci. Mi ha colpito tanto il sacrificio dei ragazzi e anche dei loro genitori. E ho partecipato a questa competizione con gli occhi dell’amore: tutti mi hanno fatto tanto tenerezza e mi sono sembrati molto talentuosi. Auguro loro di fare tanta carriera”.
Sacrificio, emozione, dedizione e passione sono stati, quindi, gli ingredienti dell’Open Dance presentato da Marco Macrì. E a confermarlo dietro le quinte sono stati i maestri e i ballerini, piccoli e grandi, che non hanno nascosto le loro emozioni miste a tensione.
Presente al concorso è stato anche il direttore del Dipartimento materno-infantile e della pediatria dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “Renato Dulbecco”, Antonio Raiola: “Da anni l’A.C.S.A. & S.T.E. ETS (Associazione Catanzarese per gli Studi Auxologici e per lo Studio delle Talassemie ed Emoglobinopatie), ETS, di cui sono presidente, riceve il sostegno di Francesco De Nardo. Il CSEN affianca l’associazione nella realizzazione dei suoi progetti, tra cui quello che mira a realizzare i sogni espressi dei bambini affetti da patologie oncoematologiche. E purtroppo, mai come in questo periodo, il reparto è particolarmente affollato. Non posso, quindi, che esprimere grande gratitudine per i fondi che anche in questa manifestazione saranno raccolti”.
Il concorso è stato, pertanto, un’importante occasione non solo per mettere in mostra il talento su un prestigioso palcoscenico, sognando una carriera nel mondo della danza, ma anche per fare un gesto solidale.
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1650 ballerini, 52 scuole di ballo, 19 ore di esibizioni: al Politeama di Catanzaro successo per la dodicesima edizione dell’Open Dance
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