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Antonella Rotundo tra gli “Archetipi del Tenero e la Trama del Sacro”

Tra l’antico rito della carta e il gesto delle massaie, l’artista celebra la sua carriera artistica “setacciando”, setacciando la linfa spirituale della materia.

Mentre il mondo dell’arte si interroga spesso su definizioni astratte, Antonella Rotundo risponde con un gesto che è, al contempo, rito e cura. È un movimento che oscilla con naturale eleganza tra la sapienza millenaria dei maestri cartai e la precisione silenziosa delle massaie: l’atto di setacciare la materia. In questo spazio liminale, dove l’acqua separa l’essenziale dal superfluo, fiorisce la sua stagione d’oro. In attesa di celebrare i suoi 25 anni di carriera artistica, Antonella vive oggi un momento di straordinaria fecondità, con le sue opere che fluttuano tra  prestigiosi palcoscenici dell’arte contemporanea.

Non è un percorso solitario, quello della Rotundo, ma un’esistenza “totale”. Artista, docente e madre, Antonella non ha mai abbandonato la sua cattedra né i suoi amati laboratori didattici presso il MUDAS (Museo Diocesano d’arte Sacra CZ SQ),che considera una vera “palestra rigenerativa”. Per lei, famiglia e studenti sono linfa vitale; in un presente spesso ferito da conflitti e violenza, lei oppone la resistenza della Bellezza: «Io scelgo l’arte». È una scelta di fede incarnata, dove il processo creativo diventa una soglia tra l’umano e il divino.

Un’antropologia del sacro: dal “pannolino al sudario”

Il cuore della sua ricerca risiede in una profonda antropologia del tenero. Attraverso l’uso di piccoli telai da ricamo, setacci,tele ,stoffe, filati e la lavorazione della polpa di carta, l’artista rigenera frammenti di antichi manufatti che un tempo avvolsero le “teneri membra” dei neonati. In questo passaggio, l’oggetto quotidiano si trasfigura in elemento sacro. Il candore della nascita evoca inevitabilmente il silenzio del sudario, chiudendo il cerchio della vita in un “ricordo radicato nel subconscio”, una preghiera tangibile fatta di trame e trasparenze.

Questo linguaggio raffinato e “struggente” trovò una consacrazione emozionante e lusinghiera già qualche anno fa, durante l’esposizione del Limen Arte, nelle parole attente e profonde del compianto Philippe Daverio. Quel riconoscimento oggi continua a vibrare nel dialogo con gli illustri critici che accompagnano Antonella nei suoi tre grandi appuntamenti attuali, ai quali l’ artista indirizza profonda gratitudine.

È con questo spirito di gratitudine che l’artista si appresta a inaugurare, sabato 19 aprile 2026, la sua presenza alla mostra IN/STANZE presso la Pinacoteca Comunale di Città di Castello. In questa sede prestigiosa, dove riecheggia il genio di Raffaello e Signorelli, le sue opere sono state accolte dai curatori Giorgio Bonomi e Sofia Codini all’interno della sezione dedicata ai Libri d’Artista.

Il suo percorso nel sacro si fa inoltre tangibile grazie a Lara Caccia e alla commissione di arte sacra, che hanno inserito il suo nome tra i protagonisti di “Oblatio Mundi – Giubileo degli Artisti” presso il MARCA di Catanzaro. In questo scenario internazionale, l’opera di Antonella celebra il Cantico delle Creature, facendosi pellegrina di verità e bellezza. Infine, la sua ricerca sperimentale sul libro d’artista, dopo il felice riscontro della tappa perugina presso il Centro Trebisonda conclusasi lo scorso 11 gennaio, si prepara a un nuovo incontro: nella primavera del 2026, la rassegna “Il libro che tu sei” che verrà riproposta negli spazi del Palazzo di Primavera a Terni.

Per Antonella Rotundo, ogni fibra di carta setacciata è un atto di devozione, una testimonianza che la fede non è un concetto astratto, ma una presenza reale nascosta nella fragilità della materia e nella cura del gesto.

 

Appuntamenti

Mostra IN/STANZE: Pinacoteca Comunale di Città di Castello (Ala Nuova), Largo Monsignor G. Muzi. Inaugurazione: 19 aprile 2026, ore 11.00. Visibile fino al 14 giugno.

Mostra OBLATIO MUNDI: MARCA – Museo delle Arti di Catanzaro. (in attesa di  essere riproposta in altro MUSEO e pubblicazione catalogo)

Prossimamente:  riproposta Mostra “Il Libro che tu sei”, Palazzo di Primavera, Terni (Primavera 2026).

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