Monitorare, comprendere e tutelare gli ecosistemi marini, partendo dalla conoscenza scientifica, per trasformarla in strumento di governo e pianificazione. È questo l’obiettivo del progetto EDIPO, realizzato dall’Ente Parchi Marini Regionali (EPMR) della Calabria, aggiudicandosi nel 2024 un bando del CNR a valere sui fondi PNRR, che oggi compie un salto di scala e porta la Calabria dentro uno dei principali tavoli europei della Blue economy. Un percorso che rappresenta a tutti gli effetti anche un passaggio strategico, perché non si limita alla ricerca, ma costruisce un modello di integrazione tra scienza e governance, proiettando l’esperienza dell’Ente in una dimensione internazionale, nella quale la nostra regione si ritaglia un ruolo da protagonista nella tutela degli ecosistemi marini europei.
A BUCAREST EDIPO ENTRA NELLA TAP – PROGRAMMAZIONE ANNUALE TEMATICA DELLA SUSTAINABLE BLUE ECONOMY PARTNERSHIP.
È quanto fa sapere il Direttore generale dell’Ente Parchi Marini Regionali della Calabria, Raffaele Greco, annunciando l’ingresso del progetto EDIPO nel percorso della Thematic Annual Programming (TAP), della Sustainable Blue Economy Partnership (SBEP), avviato ufficialmente nel corso del Kick-off Meeting tenutosi a Bucarest nelle settimane scorse. La TAP (Programmazione Annuale Tematica) – spiega Greco – è uno strumento di allineamento per creare un cluster internazionale di eccellenza, collegando progetti di R&I nazionali/regionali in corso e promuovendo la collaborazione e la condivisione delle conoscenze.
ANCHE EPMR NEL PARTENARIATO EUROPEO CHE RIUNISCE 74 ISTITUZIONI
Il partenariato europeo, inserito nel programma Horizon Europe, riunisce 74 istituzioni di 30 Paesi e rappresenta uno dei principali strumenti di cooperazione per lo sviluppo di una blue economy sostenibile, innovativa e resiliente, all’interno del quale EDIPO è stato uno dei due progetti italiani selezionati, per costruire una piattaforma condivisa di lavoro su scala europea.
UN LABORATORIO EUROPEO DI CONOSCENZA E GOVERNANCE.
La TAP, di cui è stata indicata come coordinatrice la referente dell’EPMR, la professoressa Serena Savoca dell’Università di Messina, rappresenta uno strumento avanzato di cooperazione, che mette in rete progetti nazionali attivi su tematiche affini, favorendo lo scambio di dati, metodologie e buone pratiche, oltre alla costruzione di risultati condivisi e trasferibili. Il percorso, della durata biennale (febbraio 2026 – gennaio 2028), coinvolge sei progetti provenienti dai principali bacini marini europei e si sviluppa attraverso attività di networking, webinar, produzione scientifica e strumenti di divulgazione.
UNA NUOVA GOVERNANCE DEL MARE PER IL MONITORAGGIO DELLA POSIDONIA
L’ingresso nella TAP consolida il valore scientifico e strategico del progetto EDIPO, avviato nel 2024 e sviluppato lungo oltre 300 chilometri di costa calabrese, tra nove Zone Speciali di Conservazione, Dall’Isola di Dino a quella di Cirella, dagli Scogli di Isca a Pizzo, da Capo Vaticano a Scilla, da Punta Pezzo a Brancaleone, fino a Crosia, Pietrapaola e Cariati e l’Area Marina Protetta di Isola Capo Rizzuto. Il progetto ha costruito un modello avanzato di monitoraggio delle praterie di Posidonia oceanica, combinando indicatori ecologici, analisi genetiche e studio delle comunità epifite, contribuendo ad aggiornare lo stato di conservazione degli habitat e a individuare le principali pressioni ambientali.
LA SFIDA DI TRASFORMARE I DATI SCIENTIFICI IN STRUMENTI OPERATIVI
In questo quadro, l’ambizione di EDIPO è altissima perché può diventare lo strumento idoneo per fare da ponte tra comunità scientifica e politiche pubbliche, con l’obiettivo di trasformare i dati in strumenti operativi per la gestione sostenibile del mare, favorendo sinergie transnazionali e costruendo partenariati stabili in vista delle future call europee. In questa prospettiva, EDIPO rappresenta oggi non solo un progetto di ricerca, ma un modello replicabile che porta la Calabria dentro uno spazio europeo in cui scienza, ambiente e sviluppo iniziano a parlare la stessa lingua.
