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Reggina, basta boutade sulla cessione societaria: i club in D valgono zero

di Paolo Ficara – Il tam-tam mediatico scatenatosi intorno all’evoluzione societaria in seno alla Reggina, negli ultimi giorni sta partorendo zero nomi (o cognomi) di imprenditori ma una linea ben precisa. Ossia la presunta pretesa economica degli attuali occupanti, per liberare l’ostaggio.

Obbligatorio partire dall’assunto che pensare, ritenere o ipotizzare che qualcuno sulla faccia del pianeta Terra possa offrire una cifra a sei zeri per acquisire un club di Serie D, è un insulto all’intelligenza umana. Completare tale assurdità con un ricevente che addirittura rifiuta tale offerta, tipo copione del serale su Rai1, è fuori dall’universo.

Se poi questo club di Serie D è anche indebitato, trattasi di barzelletta.

Guardiamoci intorno. Nel 2011, Eugenio Guarascio ha rilevato il Cosenza assieme ad altri imprenditori. A zero e senza debiti. Evitando di ripartire dall’Eccellenza solo per interlocuzioni politiche. Quindi, in Serie D. Floriano Noto ha preso gratis il Catanzaro addirittura in Serie C, nel 2017.

Esempi importanti in piazze grandi o medio-grandi, riguardano fior di imprenditori. Strapieni di soldi. O uno come De Laurentiis non avrebbe avuto la forza economica di accollarsi i debiti del Bari in Serie B, piuttosto che ripartire dalla Serie D con una società pulita e a zero? A Napoli ripartì dalla Serie C grazie al lodo Petrucci, ma anche lì medesime condizioni. Idem Lotito a Salerno.

A Reggio Calabria c’è stata la possibilità di ripartire dalla D a zero, nel 2023. Si sono presentati in due. A rigor di logica non si vede il motivo per cui dopo tre anni, a parità di categoria e con debiti, dovrebbe bussare a denari qualcun altro. Con offerte superiori al valore di un marchio acquistato a 125.000 euro più iva, ma sicuramente non valorizzato dalla permanenza tra i dilettanti.

Non vorremmo somigliare nemmeno per un istante a quelli che: “trovatemi l’alternativa”. Ma gentilmente, trovateci un esempio di club di Serie D venduto ad un milione e rotti. Uno. E però poi dovete specificarci gli asset. Perché la Reggina non ha contratti lunghi con i giovani, tranne il 2008 Chirico quasi mai utilizzato. Non ha il centro sportivo. Non ha lo stadio.

I passaggi sono i seguenti. Insisto per prendermi una Ferrari ferma ed esposta come pezzo d’antiquariato. Mi faccio qualche giro in centro, giusto per sentirmi Montezemolo. Non evito alcuna fossa, spaccando i copertoni. Faccio tre frontali. E anziché scusarmi con chi mi ha onorato di tale immeritata concessione, magari pagando anche i danni, pretendo il rimborso del carburante. Altrimenti, me la tengo. Un catorcio ormai, ma è mia.

Si badi bene. L’attuale proprietà non solo adesso, ma anche qualche mese fa (anche dopo nostra notizia, con ben altre cifre) si è ben guardata dallo smentire tali notizie. Perché è chiaro che se qualcuno scrive che pretendono milioni, gli fa solo un favore. Il vero problema è: chi mette in giro determinate boutade?

Infatti non ce la prendiamo né con chi scrive all’ennesima voce autorevole che gli arriva. Né, per l’appunto, con gli attuali occupanti che anzi a nostro avviso non vedono l’ora di posare il fardello. Ma a questo punto è evidente che c’è chi finge di aver incrinato i rapporti, finge di aver fatto la mossa, al solo scopo di vedere se qualcuno abbocca.

Che esistano forze imprenditoriali interessate alla Reggina, non ci sono dubbi. Di recente, abbiamo riportato una notizia su Nicola Canonico, ex presidente del Bisceglie e del Foggia. Potrebbe non essere l’unico. Ma fin qui, ci risulta sia l’unico ad aver avuto l’onore ed il privilegio di poter guardare i conti.

Non i conti al 31 dicembre 2024, che già facevano paura. Ma quelli allo stato attuale.

L’aspetto che dovrebbe farci riflettere, è che tale ridda di voci viene fuori ad obiettivo ancora aritmeticamente non sfumato. Sebbene, dopo il pareggio di Gela, la Reggina possa arrivare – bene che gli vada – solo a 66 punti. Senza ulteriori inciampi. E onestamente, è difficile pensare che né Nissa né Savoia superino quella quota.

Però a Reggio Calabria si percepisce fretta. Ad inizio luglio ci sarà da iscriversi al campionato 2026/27, se sarà Serie D. In caso di C, un mese prima. In entrambi i casi, bisognerà ottenere le liberatorie. Cioè, bisognerà sborsare altri soldi. Non pochi. Pardon, per Montezemolo sarebbero pochi…

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