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Crotone, presentati i risultati di ReKAP Coast: strategie e strumenti per l’adattamento climatico della costa nell’incontro promosso da Ance

Un progetto nato per superare la logica dell’emergenza e costruire una visione strutturata di sviluppo e tutela del territorio. È questo il senso di ReKAP Coast, i cui risultati sono stati presentati nella Sala consiliare “Falcone e Borsellino” del Comune di Crotone, in un incontro promosso da Ance Crotone e Ance Calabria con il contributo di qualificati partner accademici.

Al centro dell’iniziativa le Linee guida per la rigenerazione urbana di tipo adattivo, uno strumento operativo per affrontare le fragilità della fascia costiera crotonese alla luce dei cambiamenti climatici, integrando pianificazione, sostenibilità e capacità di intervento.

I lavori, moderati dal direttore di Ance Luigi Leone, si sono aperti con i saluti del sindaco Vincenzo Voce. Presenti, tra gli altri, il rappresentante della Provincia Vincenzo Familiari; messaggi sono giunti dal presidente della IV Commissione regionale Sergio Ferrari e dal presidente di Ance Calabria Roberto Rugna. Le conclusioni sono state affidate al vicepresidente nazionale Ance Giovan Battista Perciaccante.

Sono intervenuti dando un contributo di competenza i Presidenti e i rappresentanti degli Ordini professionali presenti: Antonino Grilletta (Ingegneri); Anna Oppido (Geometri); in rappresentanza degli Architetti Maria Lombardi; Rosario Bonasso (Geologi), e infine Santo Vazzano (Consorzio Jobel).

A introdurre il senso del lavoro è stato Luigi Leone: «Le singole opere devono essere parte di una strategia complessiva di sviluppo urbanistico, capace di dare coerenza e continuità alle azioni sul territorio». Da qui l’obiettivo di «costruire linee guida condivise, evitando frammentazioni e garantendo una prospettiva di medio-lungo periodo», con un richiamo anche alla necessità di strumenti normativi più chiari e coerenti.

Il sindaco Vincenzo Voce ha sottolineato il valore concreto del progetto, collegandolo alla crescente esposizione del territorio agli eventi climatici: «Abbiamo voluto ospitare questo lavoro perché offre analisi e proposte utili per costruire una strategia di sviluppo e tutela». Voce ha richiamato gli interventi di rigenerazione urbana già realizzati, come quelli nel quartiere Fondo Gesù, ma ha evidenziato anche la necessità di opere strutturali di difesa della costa e di una forte sinergia istituzionale, soprattutto per aree sensibili come Capo Colonna.

Il presidente di Ance Crotone Giuseppe Sammarco ha ribadito la natura strategica del progetto: «Non aspettare la prossima emergenza, ma anticipare i problemi attraverso uno studio scientifico e una visione di lungo periodo». Sammarco ha definito ReKAP Coast «non soltanto uno studio, ma un metodo», fondato sulla collaborazione tra università, imprese e istituzioni. «Parlare di rigenerazione urbana oggi è una necessità tecnica», ha aggiunto, sottolineando che il lavoro consegna «strumenti operativi» al territorio. Da qui l’appello alle istituzioni: «Deve entrare nei processi di programmazione e diventare base per le decisioni future. Rinviarne l’utilizzo significherebbe continuare a inseguire le emergenze».

Centrale l’intervento della professoressa Consuelo Nava, che ha spiegato come il progetto punti a integrare adattamento climatico e rigenerazione urbana in una visione unitaria: «Abbiamo costruito un approccio capace di leggere in modo integrato i rischi e tradurli in proposte operative». La docente ha chiarito che il lavoro supera la logica emergenziale: «Non si tratta solo di difendere la costa, ma di ripensarla come sistema complesso, tenendo insieme ambiente, infrastrutture e comunità». Centrale il passaggio dalla mitigazione all’adattamento: «Parliamo di prevenzione, non di interventi a danno già avvenuto». Nava ha infine evidenziato che lo studio mette a disposizione «strumenti replicabili e basati su scenari futuri», utili a orientare scelte pubbliche e investimenti.

Di grande spessore il contributo delle professoresse Francesca Rossi dell’Università della Sapienza di Roma e Chiara Rizzi (Diuss dell’Università della Basilicata), e gli interventi degli architetti Mangano, Lucanto, Catalano, Filice, D. Laganà, e i dottorandi Hanida, Melik, Zitouni, Seyedabadi.

«Questa giornata consegna un messaggio chiaro: esiste già, nei nostri territori, una capacità concreta di costruire sviluppo che troppo spesso non viene raccontata con la giusta forza – ha concluso il vicepresidente di Ance con delega al Mezzogiorno, Giovan Battista Perciaccante -. Il lavoro che il sistema Ance sta portando avanti in Calabria dimostra che quando competenze tecniche, visione strategica e collaborazione istituzionale si incontrano, si producono risultati reali, utili alle comunità e non autoreferenziali. La presenza di studenti e studiosi provenienti da diversi Paesi non è un dato simbolico, ma la prova concreta di un territorio che dialoga, si apre e si misura con sfide globali. La vulnerabilità dei territori, il dissesto idrogeologico e la complessità della gestione urbana impongono un cambio di passo: serve continuità nell’azione, qualità nella progettazione e capacità di tradurre le analisi in interventi efficaci».

ReKAP Coast si propone così non solo come studio, ma come base operativa per una nuova stagione di pianificazione, capace di coniugare sicurezza, sostenibilità e sviluppo lungo la costa crotonese.

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