Un “Patto per l’Abitare” che metta attorno allo stesso tavolo Comuni, Regione, Governo, organizzazioni sindacali e rappresentanze dei proprietari, con l’obiettivo di riportare sul mercato gli alloggi oggi inutilizzati attraverso incentivi, fiscalità di vantaggio e maggiori garanzie per chi affitta.
È la proposta della Dirigente Nazionale del Partito Democratico, e Sindaco di Siderno, Mariateresa Fragomeni, intervenuta questa mattina al convegno interregionale organizzato dal Sindacato degli inquilini Sunia-Cgil, dal titolo “Diritto all’abitare nel Mezzogiorno“, incentrato sull’analisi di criticità, bisogni sociali e mancate risposte del Piano Casa.
Al teatro “Biondo” di Palermo, davanti a una folta platea composta da rappresentanti delle associazioni di categoria, del mondo accademico e del terzo settore, Mariateresa Fragomeni, partendo dall’esperienza maturata da Sindaco della propria città «laddove – ha ricordato – nel 2024 è stato promosso e sottoscritto l’Accordo Territoriale sui canoni concordati insieme alle organizzazioni sindacali e alle rappresentanze dei proprietari, frutto del metodo concertativo di chi sa sedersi attorno a un tavolo e cercare un punto di equilibrio tra esigenze diverse», ha immediatamente messo a fuoco quello che è un problema molto diffuso nei Comuni del Mezziorno, laddove «convivono – ha detto – due fenomeni apparentemente contraddittori: da una parte famiglie e giovani che cercano una casa, dall’altra tante abitazioni vuote, chiuse o inutilizzate. Da amministratrice – ha aggiunto – mi colpisce sempre questo paradosso. È il segno che il problema non è soltanto costruire nuove abitazioni. È riuscire a rimettere in circolo quelle che già esistono».
Da qui l’idea del Patto per l’Abitare, inteso come una misura stabile nella programmazione dei fondi UE e degli Stati nazionali, basato su un fondo che garantisca ai giovani l’acquisto di una casa, una garanzia sui mutui da contrarre a tal fine, utilizzabile da tutte quelle migliaia di persone che non hanno i requisiti per contrarre un mutuo bancario.
«Prima ancora – ha aggiunto – di consumare nuovo suolo e costruire nuove abitazioni, dovremmo avere il coraggio di recuperare e valorizzare ciò che già esiste»
«Se vogliamo davvero – ha spiegato Mariateresa Fragomeni – contrastare lo spopolamento del Mezzogiorno, dobbiamo smettere di chiederci soltanto perché i giovani partono. Dobbiamo iniziare a chiederci cosa serve perché possano restare. E tra queste risposte, accanto al lavoro, ai servizi e alle infrastrutture, c’è sicuramente anche il diritto ad una casa dignitosa e accessibile», lanciando, in conclusione, una sfida che appare ineludibile: «non costruire semplicemente più case. Costruire più possibilità. Attuare il diritto costituzionale alla casa».
