“La sanità diventa ogni giorno di più il regno dei diritti negati o dove goderne si rivela sempre una strada in salita. In tema di ticket, è scandalosa e paradossale la situazione che ogni anno si viene a creare presso gli sportelli delle ASP cui i cittadini si rivolgono per richiedere l’esenzione dal pagamento per motivi di reddito. A Catanzaro e provincia sono decine di migliaia le persone che ne hanno diritto e possono fare richiesta dal 1 aprile di ogni anno recandosi presso gli uffici preposti. Nel capoluogo di regione, sono due: il polo sanitario di viale Crotone e quello presso l’Umberto I in via Acri. Quest’ultimo effettua circa sessanta procedure giornaliere, che diventano però più di cento perché spesso il cittadino allo sportello, oltre alla sua pratica, ne presenta altre in virtù della delega ricevuta da altri cittadini. Stessa cosa accade nel polo di Viale Crotone. Un servizio reso ancora più caotico dal fatto che il polo della Presila, ubicato a Taverna, non funziona; quindi i residenti in quell’area si riversano inevitabilmente in città aumentando il volume di lavoro e allungando le file già chilometriche. Queste ultime si vanno formando già dalle sei di ogni mattina perché ciascuno deve riuscire a prendere il numerino. I fortunati che riescono a prenotarsi prima che il tetto massimo venga raggiunto, devono poi attendere il proprio turno, a volte per diverse ore. Chi non ce la fa, deve tornare il giorno dopo e ricominciare la trafila. E se non può farlo? E se per un qualsiasi motivo deve attendere più giorni prima di ripresentarsi al polo sanitario? Pazienza, vorrà dire che pur avendo diritto all’esenzione, in quei giorni, se ci sarà la necessità, dovrà pagare di tasca propria farmaci e prestazioni.
Insomma, chi vuole avere riconosciuto il proprio diritto all’esenzione per reddito deve impegnare così le proprie giornate, con il rischio di doverci rimettere non solo il tempo ma anche i denari.
Una situazione complessivamente vergognosa, se si pensa che le comunicazioni relative ai redditi personali potrebbero essere trasmesse in automatico dall’Inps agli uffici preposti e gli uffici preposti potrebbero trasmetterle ai medici di base e agli stessi cittadini. Né più né meno di quello che accade con i Comuni per quanto riguarda la Social card.
Invece no. Evidentemente si preferisce il caos. E se il malessere degli utenti finora non è sfociato in tensioni o reazioni spiacevoli, c’è solo da ringraziare la buona volontà e la disponibilità del personale di sportello insieme con il commissario Battistini e la direttrice di distretto Parrello, che hanno attivato un servizio di sicurezza a tutela di impiegati e utenti.
Per tali ragioni l’appello che faccio a chi di competenza è quello di offrire un servizio più smart ai cittadini, tramite le comunicazioni dirette di reddito e successivamente di esenzioni e, in subordine, di attivare altre unità presso gli uffici preposti che possano dare un servizio più veloce nell’interesse dell’intera cittadinanza e degli stessi impiegati della pubblica amministrazione”.
Lo afferma il consigliere comunale Raffaele Serò.