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Federconsumatori Calabria: “Al fianco delle donne iraniane in lotta per la libertà”

Dalla morte della giovane curda Mahsa Amini, 22 anni, deceduta a seguito per le percorse subite mentre era in custodia della polizia della “morale” perché portava il velo in modo «non appropriato», prosegue in molte città della Repubblica islamica dell’Iran la protesta delle donne contro il regime degli Ayatollah e del Presidente ultraconservatore Ebrahin Raisi che ha dichiarato misure di “durezza” della polizia contro i manifestanti.

Ciò nonostante la protesta delle donne iraniane è inedita, coraggiosa, sfida paure e conseguenze gravissime, va oltre la contestazione del vincolo di indossare lo hijab (il velo) o la chador. E’ una battaglia per le libertà personali e di genere, di lotta per diritti, di emancipazione e di democrazia, di disagio sociale, è una rivolta contro il regime teocratico, autoritario e di segregazione perpetrato per tramite le “autorità morali iraniane” e di cui le donne sono le prime vittime.

La mobilitazione di queste settimane coinvolge ora indistintamente, uomini e donne al grido di “Donna, vita, libertà”. Sono tante le donne che tagliano i capelli come gesto estremo della lotta e di dolore per la morte della giovane Mahsa e delle donne fin qui uccide durante la rivolta. Da Mahsa ad Hadith, ad Hananeh e tante altre. Altre issano al vento come bandiera, i capelli tagliati.

La repressione della polizia iraniana contro i manifestanti non si è però placata, anzi, in queste ore viene intensificata, al punto che sembrerebbe essere stati chiamati nei corpi di polizia antisommossa finanche bambini. Inoltre, sono state interrotte le reti internet per impedire ogni comunicazione dentro ed oltre i confini iraniani

Stante i riscontri di associazioni per i diritti umani, si contano decine di manifestanti uccisi, molte sono giovani donne. È di ieri la notizia dell’arresto di Elahe Mohammadi, una giornalista iraniana che aveva seguito il funerale di Mahsa Amini. Sarebbero circa 33 i reporter arrestati dall’inizio delle proteste.

Intanto, cresce la solidarietà oltre i confini: dal mondo della cultura, allo sport, agli studenti, al mondo associativo, ad autorità nazionali ed internazionali. In Italia, l’Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia, ha lanciato l’iniziativa “Una candela per Mahsa Amini”, per mostrare solidarietà ai manifestanti che protestano contro le rigide norme sul velo imposte dalla Repubblica islamica e contro la grave repressione del proprio diritto alla libertà di espressione e di manifestazione.

L’invito è quello di accendere una candela sui balconi, o in modo “virtuale” sui social, domenica 2 ottobre alle ore 20, per manifestare la propria solidarietà e per non lasciare sole le donne iraniane nella loro coraggiosa e determinata ribellione.

Federconsumatori, nell’esprime piena vicinanza e solidarietà alle donne iraniane in lotta ed alle donne di ogni contesto dove si vivono violazioni dei diritti, conflitti e sopraffazioni, aderisce a tale iniziativa e invita i propri associati e simpatizzanti a partecipare e condividerne la notizia.

Siamo convinti, inoltre, che il Governo italiano, di fronte alla repressione in atto contro il popolo iraniano in lotta, dia un forte segnale di disapprovazione contro il regime iraniano affinché venga garantito dalle autorità il diritto a manifestare pacificamente.

#NonlasciaomoleSole

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